EER 12.01.20*: rettifica esausta pericolosa e RENTRI

12.01.20* · 2026-09-28 · 22:12:54

Codice EER 12.01.20*

corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, come classificarli e gestirli con RENTRI

Il codice EER 12.01.20* copre mole, dischi, paste di lappatura e utensili esauriti contaminati da sostanze pericolose. Vediamo cosa rientra nella voce, quali attività lo producono e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice EER 12.01.20* identifica i corpi d'utensile e i materiali di rettifica arrivati a fine vita che contengono sostanze pericolose. Rientrano in questa voce mole abrasive, dischi, nastri e paste da rettifica impregnati di oli minerali, emulsioni lubrorefrigeranti o residui metallici classificati pericolosi, oltre a inserti e utensili in metallo duro con leganti al cobalto o altri componenti che superano le soglie di concentrazione.

La collocazione nel capitolo 12 dipende dall'origine: si tratta di scarti generati dalla sagomatura e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica. Il sottogruppo 12.01 raccoglie i residui della lavorazione meccanica, quindi il codice va usato solo quando il materiale deriva da rettifica, affilatura, lappatura, molatura o lavorazioni analoghe, non da altri processi produttivi.

L'asterisco segnala la pericolosità. Questo comporta l'attribuzione delle classi di pericolo HP, il deposito separato dalla voce speculare non pericolosa 12.01.21 e una tracciabilità documentale che oggi passa dal RENTRI. Chi produce questo rifiuto in modo continuativo ha interesse a tenere registro cronologico e formulari in un gestionale RENTRI, così da collegare il codice alle caratteristiche di pericolo senza ricostruire ogni volta le informazioni a mano.

La scelta tra 12.01.20* e 12.01.21 si basa sull'analisi del materiale e sulla conoscenza del processo, non sull'aspetto esterno del rifiuto.

Officina di rettifica e lavorazioni meccaniche di precisione

Le rettificatrici in tangenziale, in tondo e senza centri consumano mole abrasive a legante ceramico o resinoide che lavorano immerse in olio intero o in emulsione. Quando la mola raggiunge il diametro minimo o si scheggia, il corpo residuo è saturo di lubrorefrigerante e trattiene polveri metalliche fini, spesso di acciai legati.

Se le analisi o le schede di sicurezza dei fluidi indicano sostanze pericolose sopra soglia, il rifiuto va classificato come 12.01.20*. L'officina lo raccoglie in contenitori dedicati, separato dalle mole usate a secco, e registra ogni movimentazione. Un software per RENTRI aiuta a tenere allineati registro cronologico e formulari con le quantità effettive consegnate al trasportatore.

Centro di affilatura utensili

Chi affila frese, punte, lame e inserti per conto terzi lavora quasi sempre con mole diamantate e in CBN raffreddate a olio. Il residuo comprende corpi mola esauriti, feltri e paste di lappatura impregnate, oltre a frammenti di metallo duro con legante al cobalto.

Il cobalto e gli oli esausti sono i due elementi che portano spesso il materiale nel 12.01.20*. L'attività genera volumi modesti ma costanti, per cui il deposito temporaneo va tenuto sotto controllo nei tempi e nei quantitativi. La gestione rifiuti con RENTRI, con il codice già associato alla tipologia di conferimento, riduce gli errori di compilazione a ogni ritiro.

Reparto manutenzione di uno stabilimento industriale

Nei grandi stabilimenti la manutenzione interna dispone di postazioni di molatura, smerigliatrici e piccole rettificatrici per ripristinare alberi, sedi e utensileria. Mole e dischi si esauriscono in modo irregolare e il materiale finisce spesso mescolato a residui di sgrassanti, oli idraulici o vernici rimosse dai pezzi.

Questa contaminazione mista è il motivo tipico per cui il rifiuto ricade nel 12.01.20* anziché nella voce speculare non pericolosa. Il reparto deve avere un punto di raccolta identificato e una procedura per la caratterizzazione. Registrare i movimenti in un gestionale RENTRI permette all'ufficio ambiente di verificare le giacenze senza passare per fogli e archivi cartacei diversi.

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