12.01.09* · 2026-09-28 · 21:58:58
Il codice EER 12.01.09* copre le emulsioni e le soluzioni lubrorefrigeranti esauste, prive di alogeni, prodotte nelle lavorazioni meccaniche di metalli e plastica. Come si inquadra il rifiuto, chi lo genera e cosa cambia nella gestione rifiuti con RENTRI.
emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni
Il codice EER 12.01.09* identifica le emulsioni e le soluzioni acquose impiegate come fluidi da taglio e lubrorefrigeranti nelle lavorazioni meccaniche, una volta esauste. Si tratta in genere di olio minerale o sintetico disperso in acqua con emulsionanti, additivi antiusura, biocidi e inibitori di corrosione. La dicitura "non contenenti alogeni" distingue questo codice dal 12.01.08*, riservato ai fluidi con cloro, fluoro o bromo negli additivi.
Il rifiuto sta nel capitolo 12 perché nasce direttamente dal contatto tra utensile e pezzo: tornitura, fresatura, rettifica, foratura, taglio. Con l'uso il fluido si contamina con particelle metalliche o plastiche, olio idraulico trafilato dalla macchina, batteri e residui di detergenti, e perde le caratteristiche che ne giustificano l'impiego. Il sottogruppo 12.01 raccoglie proprio questi scarti di lavorazione fisica e meccanica.
La pericolosità è segnalata dall'asterisco e il codice non ha una voce specchio non pericolosa: la classificazione è quindi diretta e il produttore deve trattarlo come rifiuto pericoloso in ogni fase, dal deposito in contenitori idonei al conferimento a impianti autorizzati, con la relativa tracciabilità documentale. Per le imprese tenute all'iscrizione al RENTRI, la gestione rifiuti con RENTRI sposta registri e formulari su formato digitale, e un software per RENTRI aiuta a mantenere coerenti codice, quantità e movimentazioni.
Un'officina che lavora acciaio, alluminio o ghisa per asportazione di truciolo usa lubrorefrigeranti emulsionabili nelle vasche dei torni e dei centri di lavoro. L'emulsione raffredda l'utensile, allontana il truciolo e protegge il pezzo dalla ruggine.
Con le settimane il fluido si carica di particelle fini, olio guide trafilato e batteri, e diventa maleodorante o instabile. A quel punto la vasca va svuotata e il contenuto, se il prodotto impiegato non contiene additivi alogenati, prende il codice 12.01.09*. Quantità e frequenza dipendono dal numero di macchine e dal volume delle vasche; in officine di media dimensione si arriva a diversi metri cubi all'anno, da registrare con precisione nel gestionale RENTRI se l'azienda rientra tra i soggetti iscritti.
Le rettificatrici lavorano con mole abrasive ad alta velocità e richiedono un flusso continuo di refrigerante per evitare bruciature sul pezzo. Molti impianti usano emulsioni o soluzioni sintetiche a base acquosa, scelte per la capacità di lavare via il fango di rettifica.
Il fluido raccoglie polvere metallica finissima, frammenti di abrasivo e legante, che i filtri a nastro o magnetici trattengono solo in parte. Quando la concentrazione di solidi compromette la finitura, il refrigerante viene sostituito. La soluzione esausta priva di alogeni rientra nel 12.01.09*, mentre i fanghi separati vanno su codici distinti. Tenere separati i flussi semplifica la gestione rifiuti con RENTRI e la compilazione dei documenti di trasporto.
Chi fresa o tornisce PTFE, PEEK, poliammide o policarbonato per componenti industriali usa spesso emulsioni acquose per controllare la temperatura del pezzo e migliorare la finitura, perché i polimeri si deformano con il calore.
Il refrigerante si sporca di trucioli plastici leggeri che restano in sospensione e di residui di olio dei mandrini. Le vasche sono più piccole rispetto a quelle di un'officina per metalli, ma il ricambio è frequente perché la contaminazione microbiologica avanza in fretta. Il capitolo 12 copre espressamente la lavorazione della plastica, quindi il fluido esausto non alogenato va classificato 12.01.09*. Un software per RENTRI con l'anagrafica dei codici già impostata riduce gli errori di attribuzione.