12.01.06* · 2026-09-28 · 21:54:27
Cosa identifica il codice EER 12.01.06*, perché porta l'asterisco e come si inquadra nella gestione rifiuti con RENTRI per officine, stamperie e reparti di lavorazione metalli.
oli minerali per macchinari, contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)
Il codice 12.01.06* identifica gli oli minerali esausti impiegati nei macchinari per la lavorazione di metalli e plastica, quando contengono alogeni. Si tratta di oli interi, non miscelati con acqua: la descrizione esclude espressamente emulsioni e soluzioni, che il catalogo colloca in altre voci dello stesso sottogruppo.
Gli alogeni (cloro, bromo, fluoro) arrivano nell'olio per due vie principali. La prima sono gli additivi per alte pressioni, tipici dei lubrorefrigeranti da taglio destinati a operazioni severe come brocciatura, filettatura o lavorazione di leghe dure. La seconda è la contaminazione con solventi clorurati usati nel lavaggio dei pezzi o degli impianti. In entrambi i casi l'olio non può seguire la filiera di rigenerazione degli oli non alogenati e la combustione richiede impianti attrezzati per trattare acido cloridrico e composti organici clorurati.
La collocazione nel capitolo 12 dipende dall'origine. Il rifiuto nasce dalla sagomatura e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica, quindi da torni, frese, rettifiche, presse e centri di lavoro. Il sottogruppo 12.01 raccoglie proprio gli scarti di queste lavorazioni.
L'asterisco segna la pericolosità. Ne derivano deposito separato dagli oli non alogenati, contenitori etichettati e conferimento a impianti autorizzati. Per chi tiene il registro cronologico in formato digitale, la gestione rifiuti con RENTRI parte da una classificazione corretta: confondere il 12.01.06* con il 12.01.07* altera il flusso di smaltimento e i dati trasmessi.
Un'officina che lavora acciai legati, inox o titanio su torni e centri di lavoro usa spesso oli da taglio interi con additivi clorurati, scelti per reggere le pressioni di brocciatura, maschiatura e foratura profonda. Con i cicli l'olio si carica di trucioli fini, si degrada termicamente e va sostituito.
Lo scarico delle vasche macchina, unito al fondo dei separatori e ai residui dei filtri a nastro, produce il 12.01.06*. La separazione dagli oli non alogenati è il punto critico: un solo fusto miscelato trascina l'intera partita nella voce alogenata. Chi usa un gestionale RENTRI trova utile agganciare la scheda tecnica del fluido al codice per motivare la scelta.
Nelle presse per tranciatura e imbutitura profonda il lubrificante da stampaggio deve evitare grippaggio tra lamiera e punzone. Per spessori elevati e acciai ad alta resistenza si impiegano oli interi con paraffine clorurate, che formano un film resistente alle pressioni di contatto.
L'olio in eccesso cola nei bacini di raccolta sotto pressa, si mescola con quello degli impianti di lubrificazione centralizzata e periodicamente viene aspirato. Il risultato è un olio minerale contenente alogeni, non emulsionato, da classificare come 12.01.06*. Per una stamperia con più presse conviene registrare i prelievi per linea, così i quantitativi caricati nel software per RENTRI restano riconducibili a un reparto.
I centri di affilatura e le rettifiche per utensili in metallo duro e HSS lavorano quasi sempre a olio intero, perché l'acqua favorisce la lisciviazione del cobalto dai carburi. Alcuni oli da rettifica contengono additivi alogenati per migliorare finitura e durata della mola.
L'olio si contamina con fanghi metallici e polveri di legante, perde le caratteristiche e viene sostituito a intervalli programmati. La frazione liquida separata dai fanghi rientra nel 12.01.06*. La quantità prodotta è modesta ma costante, il che rende sensata una registrazione cronologica ordinata: un gestionale RENTRI aiuta a tenere sotto controllo tempi di deposito e destinazione del rifiuto pericoloso.