12.01.18* · 2026-09-28 · 22:10:06
Il codice EER 12.01.18* copre i fanghi metallici di rettifica, affilatura e lappatura contenenti oli, un rifiuto pericoloso tipico delle officine meccaniche di precisione. Come si forma, chi lo produce e cosa cambia nella gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti oli
Il codice 12.01.18* identifica i fanghi metallici che escono da rettifica, affilatura e lappatura quando contengono oli. Si tratta di una pasta densa fatta di particelle di metallo dell'ordine dei micron, abrasivo consumato della mola e fluido da taglio, olio intero o emulsione, che il ciclo di lavorazione deposita sul fondo delle vasche, nei filtri a carta e nei separatori magnetici delle macchine. Non è un truciolo che si raccoglie con la pala: il metallo è così fine che resta legato al lubrificante e forma un materiale spesso magnetico, unto, difficile da sgrondare.
Il capitolo 12 raccoglie i rifiuti della sagomatura e del trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica. Rettifica, affilatura e lappatura asportano materiale dalla superficie del pezzo per abrasione, quindi rientrano a pieno titolo nel sottogruppo 12.01, dove il codice sta accanto ai trucioli, alle polveri e agli altri fanghi di lavorazione.
L'asterisco segnala la pericolosità, che qui dipende dalla presenza di oli. In pratica questo comporta deposito separato su superficie impermeabile, etichettatura come rifiuto pericoloso e tracciabilità di ogni movimento. La distinzione dai fanghi senza olio non si fa a occhio ma sul fluido effettivamente usato e, in caso di dubbio, sull'analisi.
Per chi produce questo rifiuto con continuità, il registro cronologico e i formulari tenuti attraverso RENTRI sono il punto in cui il codice viene verificato a ogni scarico. Un software per RENTRI che tenga il 12.01.18* distinto dagli oli esausti e dai trucioli asciutti evita gli errori di attribuzione più frequenti.
Le rettificatrici in tangenziale, in tondo e senza centri lavorano acciai temprati con mole abrasive e lubrorefrigerante a base olio o emulsione. Le particelle asportate, dell'ordine dei micron, non decantano come un truciolo: restano sospese nel fluido e si accumulano nei filtri a carta, nei separatori magnetici e sul fondo delle vasche.
Quando l'operatore sostituisce il filtro o pulisce la vasca, quello che raccoglie è una pasta grigia impregnata di olio. Con olio intero il contenuto di lubrificante nel fango può superare il 30 per cento in peso. Il codice corretto è il 12.01.18*, da tenere separato dai trucioli asciutti e dagli oli esausti, che nel registro seguono voci diverse.
L'affilatura di frese, punte, lame per legno e coltelli industriali si esegue con mole in CBN o diamante, spesso in olio intero per proteggere l'abrasivo e ottenere finiture spinte. La quantità asportata per pezzo è minima, ma i volumi di utensili trattati in un anno rendono il fango una voce ricorrente del registro.
Il residuo contiene metallo duro, acciaio rapido, cobalto e legante della mola, tutto tenuto insieme dall'olio. La pericolosità nasce dal lubrificante, ma la composizione metallica va comunque descritta al destinatario. Per un centro che lavora conto terzi il fango nasce nel proprio impianto, e con un gestionale RENTRI conviene registrarlo a ogni svuotamento del filtro, non a fine mese.
Le piste dei cuscinetti, le sedi di valvole e gli steli dei cilindri idraulici richiedono lappatura e levigatura per arrivare a rugosità sotto il decimo di micron. Le lappatrici a disco e le levigatrici a pietre lavorano con olio o pasta abrasiva, e il residuo è una miscela di acciaio finissimo, abrasivo esausto e lubrificante.
In uno stabilimento con più linee il fango arriva da decine di macchine e viene raccolto centralmente, spesso dopo pressatura o centrifugazione per recuperare parte dell'olio. Il fango che resta mantiene il codice 12.01.18*. Dove i movimenti sono frequenti, un software per RENTRI che legge i pesi dalla bilancia riduce gli errori di trascrizione tra registro e formulario.