Codice EER 10.08.13: rifiuti carboniosi anodi e RENTRI

10.08.13 · 2026-09-28 · 19:38:29

Codice EER 10.08.13

rifiuti contenenti carbonio della produzione degli anodi

Il codice EER 10.08.13 copre i rifiuti carboniosi non pericolosi della produzione degli anodi nella metallurgia dei non ferrosi. Cosa contiene, chi lo produce e come registrarlo nella gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti contenenti carbonio della produzione degli anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 12

Inquadramento

Il codice EER 10.08.13 identifica i residui carboniosi che escono dalla fabbricazione degli anodi quando non presentano caratteristiche di pericolo. La voce è costruita per differenza rispetto alla 10 08 12*, che copre i rifiuti della stessa origine contenenti catrame. Qui finisce tutto ciò che non ricade in quella voce: coke di petrolio fuori specifica, polveri di carbone raccolte dagli impianti di aspirazione, sfridi di anodi cotti, frammenti prodotti in rettifica e materiale carbonioso di scarto dai forni di cottura.

Gli anodi in carbonio vengono consumati nelle celle elettrolitiche che producono metalli non ferrosi per via fusa. Il capitolo 10 raccoglie i rifiuti dei processi termici e il sottogruppo 10 08 riguarda la metallurgia termica dei minerali non ferrosi diversi da alluminio, piombo, zinco e rame, che hanno sottogruppi propri. Per l'alluminio, ad esempio, esiste la voce parallela 10 03 18. La scelta tra i sottogruppi dipende quindi dal processo servito, non dal tipo di materiale.

L'assenza di asterisco non è automatica. Il produttore deve verificare che il rifiuto non contenga pece o catrame in quantità tali da farlo ricadere nella voce speculare, di norma con una caratterizzazione analitica del lotto. Una volta attribuito il codice, il rifiuto segue le regole ordinarie dei non pericolosi, con annotazione sul registro cronologico, oggi tenuto tramite RENTRI dai soggetti obbligati, e avvio a recupero come materia carboniosa oppure a smaltimento.

Fabbrica di anodi precotti in carbonio

Gli stabilimenti che producono anodi precotti lavorano coke di petrolio calcinato, anodi esausti macinati e pece come legante. Il coke viene frantumato, vagliato e miscelato, la pasta è formata in blocchi verdi e poi cotta in forni a fossa a temperature intorno ai 1100 gradi.

In ogni fase nascono scarti carboniosi: polveri intercettate dai filtri delle linee di frantumazione, blocchi cotti rotti o fuori tolleranza, residui di rettifica e sfridi di taglio. Dopo la cottura la pece si è trasformata in carbonio e questi materiali, se le analisi lo confermano, rientrano nella voce 10.08.13. Le polveri dei reparti a freddo, dove il catrame è ancora presente, richiedono invece valutazioni caso per caso. Per uno stabilimento con volumi continui un software per RENTRI aiuta a tenere separati i due flussi nel registro cronologico.

Impianto elettrolitico per magnesio e altri metalli non ferrosi

Le celle elettrolitiche a sali fusi per il magnesio, il sodio o il litio usano anodi di grafite o di carbone che si consumano durante l'esercizio. Molti impianti hanno un reparto interno dove gli anodi vengono preparati, lavorati a misura e riparati prima di entrare in cella.

Da questo reparto derivano trucioli e polveri di grafite, monconi di anodi non più utilizzabili e residui di sagomatura. Non essendo passati per la cella, questi scarti non sono contaminati da sali o metalli e restano rifiuti carboniosi puri, coerenti con il codice 10.08.13. Gli anodi consumati in cella seguono invece altre voci del sottogruppo. La gestione rifiuti con RENTRI richiede di distinguere con chiarezza la provenienza di ogni lotto già al momento del deposito temporaneo.

Officina di lavorazione meccanica di grafite e carbone

Le officine terziste che lavorano blocchi di carbone e grafite per conto degli impianti elettrometallurgici ricevono semilavorati cotti e li portano a disegno con fresatura, foratura e tornitura. Realizzano anodi, porta anodi in carbonio e componenti di ricambio per le celle.

La lavorazione ad asportazione genera quantità rilevanti di polveri fini captate dagli impianti di aspirazione, oltre a sfridi, ritagli e pezzi scartati al controllo dimensionale. Si tratta di carbonio pressoché puro, senza legante residuo, e il codice 10.08.13 è la voce di riferimento quando i pezzi sono destinati alla metallurgia dei non ferrosi diversi dall'alluminio. Un gestionale RENTRI torna utile in questi casi perché l'officina produce spesso anche altri codici e deve tenere ordinati i movimenti di ciascuno.

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