10.08.08* · 2026-09-28 · 19:30:28
Il codice EER 10.08.08* copre le scorie saline della produzione primaria e secondaria di metalli non ferrosi diversi da alluminio, piombo, zinco, rame e metalli preziosi. Cosa sono, chi le produce e come trattarle in un gestionale RENTRI.
scorie saline della produzione primaria e secondaria
Il codice 10.08.08* identifica le scorie saline che si formano nella metallurgia termica dei metalli non ferrosi privi di un sottogruppo dedicato. Alluminio, piombo, zinco, rame e metalli preziosi hanno infatti voci proprie (10.03, 10.04, 10.05, 10.06 e 10.07). Il sottogruppo 10.08 raccoglie tutto il resto: magnesio, stagno, nichel, cobalto, titanio, cadmio e le leghe minori, sia quando il metallo esce dal minerale (produzione primaria) sia quando si parte da rottame e scarti (produzione secondaria).
La scoria salina nasce dall'uso di flussi a base di cloruri e fluoruri, aggiunti al bagno fuso per proteggerlo dall'ossidazione, raccogliere le impurezze e separare gli ossidi dal metallo. A fine colata il flusso esausto galleggia sul bagno, viene scremato e si solidifica in un materiale friabile, fortemente salino, con inclusioni metalliche, ossidi e talvolta nitruri.
Il capitolo 10 lo ospita perche si tratta di un residuo di processo termico, non di un rifiuto da lavorazione meccanica o da manutenzione. L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in via assoluta: la classificazione non dipende dall'esito di un'analisi, il codice porta con se la pericolosita. Sul piano operativo pesa soprattutto la solubilita dei sali, che in caso di contatto con acqua o umidita puo generare percolati concentrati e, per alcune leghe, sviluppo di gas. Il deposito va quindi tenuto al coperto e il rifiuto va tracciato con cura nel registro cronologico, cosa che oggi passa da un software per RENTRI.
La fusione del magnesio richiede una copertura del bagno con flussi salini, tipicamente miscele di cloruro di magnesio, cloruro di potassio e fluoruri, perche il metallo fuso brucia a contatto con l'aria. Il flusso esausto trattiene ossidi, nitruri e goccioline di metallo e viene scremato a ogni ciclo di colata.
Il residuo cosi ottenuto e una scoria salina a tutti gli effetti e ricade nel 10.08.08*, sia per il magnesio primario da elettrolisi o riduzione termica sia per la rifusione di rottami e sfridi di lega. La fonderia deve stoccare il materiale al riparo dall'umidita, perche i cloruri assorbono acqua e il magnesio residuo puo reagire.
Con volumi che arrivano a diverse tonnellate al mese, un gestionale RENTRI aiuta a chiudere le registrazioni nei tempi previsti e a collegare ogni carico al formulario di uscita.
Chi rifonde scarti di stagno, bagni esausti di stagnatura e rottami di leghe per saldatura lavora in produzione secondaria. Per separare lo stagno da piombo, rame e altri contaminanti si impiegano flussi salini, in genere cloruro di ammonio e cloruro di zinco, che a fine trattamento formano una crosta ricca di sali e ossidi di stagno.
Questa crosta, una volta rimossa dal crogiolo, e la scoria salina del codice 10.08.08*. Il contenuto di metallo la rende spesso interessante per il recupero, ma resta un rifiuto pericoloso e viaggia come tale.
La tracciabilita conta: quantita, data di produzione e destinazione vanno annotate con precisione, e la gestione rifiuti con RENTRI rende piu semplice ricostruire il percorso di ogni lotto in caso di controllo.
Nel processo Kroll il tetracloruro di titanio viene ridotto con magnesio fuso, generando cloruro di magnesio in grande quantita. Buona parte viene riciclata, ma le frazioni contaminate da titanio metallico, ossidi e altri sali, cosi come le croste che si formano nelle retorte e nelle celle, non rientrano nel ciclo e vanno smaltite.
Discorso analogo per la raffinazione di nichel e cobalto con flussi clorurati e per la fusione sotto scoria di leghe speciali. In tutti questi casi il residuo salino, prodotto da un processo termico su metalli non ferrosi fuori dai sottogruppi dedicati, si classifica come 10.08.08*.
Gli impianti di questo tipo gestiscono spesso decine di codici diversi, e un software per RENTRI con anagrafiche codificate riduce gli errori di attribuzione tra le voci del capitolo 10.