10.08.12* · 2026-09-28 · 19:36:43
Il codice EER 10.08.12* copre i residui di pece e catrame che restano dalla fabbricazione di anodi per la metallurgia dei non ferrosi diversi dall'alluminio. Cosa contiene, chi lo genera e come tracciarlo con un gestionale RENTRI.
rifiuti contenenti catrame derivanti dalla produzione di anodi
Il codice 10.08.12* individua i rifiuti contenenti catrame che si formano quando si producono anodi destinati alla metallurgia termica dei metalli non ferrosi diversi dall'alluminio. Gli anodi carboniosi si ottengono impastando coke con pece di catrame, che fa da legante, poi formando e cuocendo il blocco. In ogni fase restano materiali intrisi di pece: impasti fuori specifica, croste raschiate dai miscelatori, colaggi solidificati, condensati delle fumane, residui di pulizia delle vasche e delle linee del legante.
Il capitolo 10 raccoglie i rifiuti dei processi termici e il sottogruppo 10.08 riguarda la metallurgia termica di altri minerali non ferrosi: rame, piombo, zinco, nichel, magnesio, stagno. Per gli anodi della filiera dell'alluminio esiste la voce distinta 10.03.17*, quindi la scelta tra i due codici dipende dal metallo servito dall'impianto, non dal tipo di residuo.
L'asterisco segna la pericolosità. Il catrame di carbone contiene idrocarburi policiclici aromatici, tra cui il benzo(a)pirene, ed è questa componente a rendere il rifiuto pericoloso. La voce specchio 10.08.13 copre invece i residui carboniosi della stessa produzione privi di catrame: la distinzione si gioca sulla presenza del legante, non sulla quantità di carbone.
Sul piano operativo il codice con asterisco compare nelle registrazioni cronologiche e nei documenti di trasporto. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineate le annotazioni e a non confondere le tre voci vicine, cioè la 10.08.12*, la 10.08.13 e la 10.03.17* dell'alluminio.
È il produttore tipico del codice. Lo stabilimento riceve coke di petrolio o antracite calcinata, lo macina, lo dosa e lo impasta a caldo con pece di catrame. La pasta viene poi vibrocompattata o estrusa e, per gli anodi precotti, passa in forno a tunnel. Una parte del materiale non arriva mai al prodotto finito: fondi di miscelatore, pasta raffreddata sulle linee, blocchi verdi rotti, pece colata durante lo scarico delle cisterne.
Tutto ciò che è impregnato di legante rientra nel 10.08.12*, quando il cliente finale è la metallurgia dei non ferrosi diversi dall'alluminio. Le quantità sono continue e ripetitive, per cui la gestione rifiuti con RENTRI conviene impostarla per lotti, con un deposito dedicato e schede di caratterizzazione aggiornate a ogni cambio di fornitore di pece.
Molti impianti che lavorano rame, nichel, piombo o magnesio producono in casa gli elettrodi carboniosi che consumano, sia come anodi per celle elettrolitiche sia come elettrodi a cottura continua per forni elettrici. Il reparto anodi è una piccola fabbrica dentro la fabbrica, con serbatoi di pece riscaldati, miscelatori e presse.
I rifiuti contenenti catrame nascono qui e non nella fusione o nell'affinazione, quindi vanno separati dalle scorie e dalle polveri di abbattimento che hanno altri codici del sottogruppo 10.08. In uno stabilimento con decine di codici attivi, un software per RENTRI che associa ogni area di produzione ai suoi codici riduce gli errori di attribuzione, in particolare lo scambio con il 10.08.13 non pericoloso.
Le ditte che intervengono negli stabilimenti metallurgici per fermate programmate o pulizie straordinarie si trovano a rimuovere pece indurita dalle vasche del legante, incrostazioni dalle coclee e dai miscelatori, condensati dalle condotte di aspirazione delle fumane e materiale filtrante saturo di catrame. Il residuo mantiene la natura del processo da cui proviene, cioè la produzione di anodi, e il codice resta il 10.08.12*.
Il punto delicato è stabilire in accordo con il committente chi figura come produttore e dove il rifiuto viene depositato prima del ritiro. Un gestionale RENTRI condiviso tra le due parti evita doppie registrazioni e mantiene coerenti le quantità tra quanto annotato in impianto e quanto riportato sui documenti di trasporto.