EER 10.08.10*: scorie infiammabili e gestionale RENTRI

10.08.10* · 2026-09-28 · 19:33:29

Codice EER 10.08.10* scorie e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose

Scorie e schiumature reattive con l'acqua di altri metalli non ferrosi e gestione con RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 10.08.10*, perché le scorie e le schiumature infiammabili o che rilasciano gas infiammabili a contatto con l’acqua sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

scorie e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l’acqua, gas infiammabili in quantità pericolose

Inquadramento

Il codice EER 10.08.10* identifica le scorie e le schiumature della metallurgia di altri metalli non ferrosi infiammabili o che rilasciano, al contatto con l’acqua, gas infiammabili in quantità pericolose. Alcuni metalli, come il magnesio, il calcio, il litio e certe leghe in polvere, reagiscono con l’acqua e producono idrogeno.

In pratica vi rientrano le croste raccolte dai forni di fusione e di mantenimento del magnesio e delle sue leghe, le polveri e i truciolati di magnesio e di titanio finemente suddivisi, e le scorie contenenti metalli alcalini. A contatto con acqua o umidità possono incendiarsi o esplodere. Il magnesio brucia a temperature molto alte, e un incendio non si spegne con acqua, per cui servono estintori specifici.

Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.08. Ha come voce gemella non pericolosa la 10.08.11, per le scorie e le schiumature che non presentano questa reattività. Il criterio di distinzione è la capacità di sviluppare gas in presenza di acqua.

L’asterisco segnala la pericolosità: le schiumature vanno raffreddate in contenitori metallici asciutti e chiusi, mai bagnate, e conferite a ditte autorizzate. Per una fonderia di magnesio, un software per RENTRI che registri le croste e le polveri in uscita, con le prove di reattività, aiuta a documentare un rifiuto molto delicato.

Fonderia di magnesio e di leghe leggere

Le fonderie che fondono magnesio e leghe di magnesio producono croste di ossido e polveri ad altissima reattività. Il contatto con l’acqua, anche in tracce, può innescare un incendio.

Le croste si raffreddano all’asciutto in bidoni metallici, lontano da acqua e da impianti antincendio a schiuma, e si consegnano a ditte autorizzate.

Con un gestionale RENTRI la fonderia registra le uscite di croste per turno e per destinatario, e conserva le prove di reattività.

Officina di lavorazione di magnesio e titanio

Le officine che fresano e torniscono parti in magnesio e in titanio producono trucioli e polveri sottili che, se molto fini, sono facilmente infiammabili.

Trucioli e polveri si raccolgono in contenitori metallici chiusi e asciutti, separati dagli altri rifiuti, e si consegnano a ditte autorizzate; gli estintori adatti ai metalli combustibili devono essere presenti.

La gestione rifiuti con RENTRI consente all’officina di lavorazione di collegare ogni ritiro di trucioli alla commessa.

Impianto di recupero di metalli reattivi

Gli impianti specializzati nel recupero di magnesio e di altri metalli reattivi ricevono questi rifiuti e li trattano in condizioni controllate. Il trattamento avviene in ambiente inerte, con attrezzature antideflagranti e personale formato.

Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e prove di reattività; il trattamento avviene in circuiti chiusi e privi di umidità.

Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero a collegare ogni lotto al produttore e alle prove eseguite.

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