10.08.11 · 2026-09-28 · 19:34:54
Il codice EER 10.08.11 identifica le scorie e schiumature non pericolose dei forni per stagno, nichel, cobalto, magnesio e altri metalli non ferrosi. Cosa contiene la voce, come si distingue dalla 10 08 10* e chi la produce.
scorie e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 08 10
Il codice EER 10.08.11 raccoglie le scorie e le schiumature prodotte nei forni della metallurgia termica dei metalli non ferrosi che non hanno un sottogruppo dedicato. Alluminio, piombo, zinco, rame e metalli preziosi hanno voci proprie, dal 10 03 al 10 07. Il sottogruppo 10 08 copre il resto: stagno, nichel, cobalto, magnesio, antimonio, titanio, tungsteno e le rispettive leghe.
Le scorie sono la frazione ossidata e i residui di fondente che si separano dal bagno metallico per differenza di densità. Le schiumature, il dross degli operatori, sono lo strato di ossidi, metallo intrappolato e impurità che si forma in superficie e viene rimosso con paletta o schiumatore prima della colata. Sono residui fisiologici del processo, non un incidente di produzione.
La voce va letta in coppia con la 10 08 10*, che copre le scorie e schiumature infiammabili o che a contatto con l'acqua rilasciano gas infiammabili in quantità pericolose. Il 10.08.11 è la voce a specchio non pericolosa: ci finisce il materiale che, alla verifica delle caratteristiche di pericolo, non presenta quella reattività. La distinzione si documenta con analisi o con la conoscenza del processo, e il codice scelto è quello che compare poi sul formulario e nel registro. Chi lavora con un gestionale RENTRI ha interesse a impostare a monte l'anagrafica del rifiuto, così la classificazione non viene rifatta a ogni carico.
Chi affina stagno grezzo o produce leghe per saldatura senza piombo lavora con bagni fusi a temperature relativamente basse, ma il metallo si ossida comunque in superficie. Prima della colata in lingotti o in filo, lo strato di ossido misto a stagno metallico viene schiumato e raccolto in contenitori di acciaio.
Il residuo è ricco di metallo, spesso oltre la metà in peso, e per questo raramente finisce in discarica: la destinazione tipica è un impianto di recupero che lo rifonde. In azienda resta il compito di classificarlo. Lo stagno non reagisce con l'acqua, quindi la voce corretta è la 10.08.11. Un software per RENTRI con l'anagrafica già impostata evita di ridigitare il codice a ogni conferimento.
Gli impianti che recuperano nichel e cobalto da rottami di superleghe, batterie esauste e catalizzatori spenti usano forni elettrici o a induzione per concentrare il metallo. Il fondente aggiunto lega silice, ossidi e impurità in una scoria che galleggia sul bagno e viene spillata a fine colata.
La scoria raffreddata è vetrosa, stabile e povera di metallo se il processo è ben condotto. Quando le analisi escludono infiammabilità e reazione con l'acqua, e non emergono altre caratteristiche di pericolo, il codice è il 10.08.11. Per un impianto che fa più colate al giorno, la gestione rifiuti con RENTRI si semplifica se le registrazioni partono da un rifiuto già codificato e associato al deposito di stoccaggio.
Chi rifonde rottami di magnesio e produce leghe madri o lingotti lavora sotto gas di protezione o con flussi salini, perché il metallo fuso brucia a contatto con l'aria. Le schiumature che si formano contengono ossidi, sali del flusso e magnesio metallico intrappolato.
Qui la classificazione richiede attenzione. Il magnesio finemente diviso può reagire con l'umidità e rilasciare idrogeno, e in quel caso il codice è il 10.08.10*. Se il residuo è stato stabilizzato, raffreddato e verificato come non reattivo, si applica il 10.08.11. La scelta tra le due voci a specchio va documentata e mantenuta coerente nel tempo: un gestionale RENTRI che conserva le analisi collegate al rifiuto aiuta a difendere la classificazione in caso di controllo.