Cosa rientra nel codice EER 11.01.08*, cosa sono i fanghi di fosfatazione e perché sono rifiuti pericolosi, e quali attività li producono, dalla carrozzeria all’industria. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi di fosfatazione
Il codice EER 11.01.08* identifica i fanghi di fosfatazione. La fosfatazione è un trattamento che forma sulla superficie dell’acciaio e di altri metalli uno strato cristallino di fosfati di zinco, di ferro o di manganese, per proteggere dalla corrosione e migliorare l’adesione della vernice: nei bagni si accumula un fango di fosfati insolubili.
In pratica vi rientrano i fanghi che si depositano sul fondo delle vasche di fosfatazione, quelli filtrati dai circuiti, i fanghi dei sistemi di trattamento delle acque di lavaggio e i residui delle pulizie dei bagni. Contengono fosfati di zinco, nichel, manganese e ferro, e sono rifiuti pericolosi. I fanghi di fosfatazione contengono fosfati di zinco, di ferro o di manganese, e a volte nichel, che ne determinano la pericolosità.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 11.01. Si distingue dai fanghi e residui di filtrazione delle voci 11.01.09* e 11.01.10, che riguardano i trattamenti in generale.
L’asterisco segnala la pericolosità: i fanghi vanno disidratati e raccolti in contenitori chiusi, quindi conferiti a impianti autorizzati. Per un impianto di verniciatura con fosfatazione, un software per RENTRI che registri i fanghi in uscita, con le analisi sui metalli, aiuta a sostenere la classificazione pericolosa.
Le linee di verniciatura di mobili metallici, elettrodomestici e componenti auto passano per vasche di fosfatazione. Il bagno produce fango di fosfati metallici che si deposita e va rimosso ogni pochi mesi.
I fanghi si estraggono, si disidratano con filtropresse e si consegnano a ditte autorizzate; il mantenimento dei parametri del bagno rallenta la formazione di fango.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra le uscite di fango per linea e per periodo, e le collega alla produzione.
I costruttori di componenti e di carrozzerie utilizzano la fosfatazione come pretrattamento prima della cataforesi. I fanghi dei bagni contengono zinco e nichel.
I fanghi si estraggono con cadenza regolare e si inviano a smaltimento o a recupero dei metalli; le analisi periodiche ne confermano la classificazione. I fanghi si campionano a intervalli regolari.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di componenti automotive di collegare i ritiri ai volumi trattati.
Le officine conto terzi che offrono fosfatazione per chi costruisce viteria, stampati e attrezzi producono fanghi in quantità variabili a seconda delle commesse.
I fanghi si raccolgono in contenitori chiusi e si consegnano a ditte autorizzate; la pianificazione dei cicli di pulizia delle vasche evita accumuli. Il fango si disidrata e si carica in cassoni chiusi, per evitare perdite e dispersioni.
Un software per RENTRI aiuta l’officina a registrare pochi ritiri periodici, con i riferimenti alle analisi.