EER 11.01.98*: rifiuti pericolosi e gestione con RENTRI

11.01.98* · 2026-09-28 · 21:31:02

Codice EER 11.01.98*

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose dai trattamenti superficiali dei metalli

Il codice EER 11.01.98* raccoglie i rifiuti pericolosi del trattamento chimico superficiale e del rivestimento dei metalli che non hanno una voce dedicata. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo in ordine nella gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

altri rifiuti contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 11.01.98* è una voce residuale. Raccoglie i rifiuti del trattamento chimico superficiale e del rivestimento dei metalli che non trovano una descrizione più precisa nelle altre voci del sottogruppo 11.01, ma che contengono comunque sostanze pericolose. Non descrive un materiale specifico: descrive una posizione nel catalogo, quella in cui finisce ciò che non è fango di trattamento, acido di decapaggio esausto, bagno di sgrassaggio o soluzione di risciacquo già codificati altrove.

La collocazione nel capitolo 11 dipende dal processo di origine. Galvanica, zincatura, decapaggio, pulitura elettrolitica, fosfatazione, sgrassaggio alcalino e anodizzazione lavorano con bagni a base di acidi, basi, sali metallici, cianuri, cromo esavalente e tensioattivi. Da questi cicli possono uscire residui eterogenei: filtri esausti, resine, carboni, materiali assorbenti, scarti di manutenzione delle vasche, sfridi contaminati dal bagno. Se il produttore non riesce a ricondurli a una voce dedicata, la scelta cade su questa.

L'asterisco indica che il rifiuto è classificato pericoloso. La pericolosità sta nella descrizione stessa: il codice si usa proprio perché le sostanze pericolose ci sono. Conoscerle resta necessario per attribuire le caratteristiche di pericolo HP e scegliere l'impianto di destino. Nella pratica questo comporta deposito separato, contenitori idonei, etichettatura e una tracciabilità puntuale. È qui che un gestionale RENTRI aiuta a tenere in ordine registro e movimentazioni, soprattutto quando la voce residuale copre materiali diversi tra loro.

Impianto galvanico di zincatura e cromatura

Un impianto galvanico lavora con linee di vasche in sequenza: sgrassaggio, decapaggio, bagno elettrolitico, passivazione, risciacqui. Le voci dedicate del sottogruppo 11.01 coprono bagni esausti, acidi e fanghi. Restano fuori molti residui minori ma tutt'altro che innocui.

Parliamo di cartucce filtranti intasate di sali di zinco o di cromo, carboni attivi usati per depurare i bagni, resine a scambio ionico esauste non rigenerabili, anodi consumati incrostati di elettrolita, teli e materiale assorbente usato per contenere gocciolamenti. Quando questi materiali non trovano un codice specifico e portano con sé le sostanze del bagno, il produttore ricorre al 11.01.98*.

In un impianto con più linee, il volume di questi scarti è frammentato. Un software per RENTRI aiuta a registrare ogni deposito con il codice corretto e a non mescolare voci diverse nello stesso contenitore.

Carpenteria metallica con reparto di decapaggio e fosfatazione

Molte carpenterie preparano in casa i pezzi prima della verniciatura o della saldatura. Il ciclo tipico prevede sgrassaggio alcalino, decapaggio con acido cloridrico o solforico, fosfatazione allo zinco o al ferro e risciacqui intermedi.

Gli acidi esausti hanno una voce loro. Altri residui no: pastiglie e schiume di fosfatazione raschiate dalle vasche, filtri dell'impianto di aspirazione dei vapori acidi, guarnizioni e tubazioni sostituite in manutenzione ancora impregnate di soluzione, stracci e segatura usati per assorbire sversamenti. Se il materiale contiene le sostanze del processo e non rientra in un codice più preciso, la carpenteria lo classifica come 11.01.98*.

Qui il rifiuto nasce in modo discontinuo, spesso legato alle manutenzioni. La gestione rifiuti con RENTRI richiede di annotare correttamente anche queste produzioni sporadiche, senza rinviarle al momento del ritiro.

Azienda di anodizzazione dell'alluminio

L'ossidazione anodica dell'alluminio richiede sgrassaggio, satinatura in soda, neutralizzazione, anodizzazione in acido solforico, colorazione e fissaggio. Ogni fase ha bagni dedicati e produce fanghi e soluzioni esauste già previsti dal sottogruppo.

Il codice 11.01.98* entra in gioco per il resto: filtri a maniche e cartucce dei circuiti di ricircolo, residui di pulizia delle vasche di fissaggio a base di sali di nichel, coloranti esausti non riconducibili ad altre voci, materiali di consumo contaminati dalle soluzioni. Sono quantità limitate rispetto ai fanghi, ma la presenza di nichel, cromo o fluoruri le rende pericolose.

Per un'azienda di anodizzazione che serve più committenti, il flusso documentale è già denso. Un gestionale RENTRI che tenga distinti i codici residuali dai codici principali evita confusioni tra la voce 11.01.98* e i fanghi 11.01.09*.

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