EER 11.01.10 fanghi di filtrazione: gestione con RENTRI

11.01.10 · 2026-09-28 · 21:21:45

Codice EER 11.01.10

fanghi e residui di filtrazione non pericolosi da trattamenti superficiali dei metalli

Il codice EER 11.01.10 raccoglie i fanghi e i residui di filtrazione degli impianti galvanici e di trattamento superficiale quando non contengono sostanze pericolose. Cosa sono, chi li produce e come tenerli in ordine nel gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

fanghi e residui di filtrazione, diversi da quelli di cui alla voce 11 01 09

Inquadramento

Il codice EER 11.01.10 identifica i fanghi e i residui di filtrazione generati dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento dei metalli, quando non contengono sostanze pericolose in concentrazioni tali da rendere il rifiuto pericoloso. Si tratta della voce a specchio non pericolosa di 11 01 09*, che copre gli stessi materiali con caratteristiche di pericolo.

In pratica parliamo di quello che resta dopo la depurazione delle acque di processo: fanghi di sedimentazione, pannelli di filtropressa, residui trattenuti da filtri a sabbia, a cartuccia o a tela. I bagni galvanici, le vasche di decapaggio, i cicli di fosfatazione e sgrassaggio producono acque cariche di metalli, idrossidi, fosfati e tensioattivi. L'impianto chimico-fisico le neutralizza e fa precipitare i solidi, che vengono poi disidratati. Il fango ottenuto sta nel capitolo 11 perché deriva direttamente dal ciclo di trattamento superficiale, non da una generica depurazione di reflui.

L'attribuzione al 11.01.10 non è automatica. Occorre conoscere la composizione del fango, quindi i bagni da cui deriva e i risultati analitici sui metalli e sugli altri parametri rilevanti. Se cromo esavalente, nichel, cadmio, cianuri o altre sostanze superano le soglie, il codice corretto è 11 01 09*. La caratterizzazione va conservata insieme alle registrazioni, perché giustifica il codice riportato nel registro cronologico e nei formulari, anche quando la gestione rifiuti con RENTRI passa da un software e non più dalla carta.

Galvanica industriale con zincatura e nichelatura

Un impianto galvanico lavora con bagni elettrolitici di zinco, nichel, rame o stagno, preceduti da sgrassaggio alcalino e attivazione acida. Ogni passaggio comporta risciacqui, e le acque di risciacquo finiscono in un depuratore chimico-fisico interno. Qui si correggono pH e potenziale redox, si fanno precipitare i metalli come idrossidi e si separa il fango in un decantatore e poi in filtropressa.

I pannelli di filtropressa sono il rifiuto tipico. Rientrano nel codice 11.01.10 solo se le analisi periodiche escludono il superamento delle soglie per i metalli pericolosi. Molte galvaniche che trattano linee di cromo o cadmio ricadono invece nel 11 01 09*, quindi la scelta va documentata bagno per bagno e riportata nel gestionale RENTRI con lo stesso criterio ogni volta.

Impianto di anodizzazione dell'alluminio

L'ossidazione anodica dell'alluminio per serramenti, profili e componenti industriali usa vasche di sgrassaggio, satinatura in soda, neutralizzazione acida, anodizzazione in acido solforico e fissaggio. La satinatura scioglie alluminio in quantità rilevanti e le acque di risciacquo trasportano idrossido di alluminio, solfati e residui di soda.

Nel depuratore aziendale queste acque vengono neutralizzate e il precipitato, prevalentemente idrossido di alluminio, viene disidratato in filtropressa o in sacchi filtranti. Il fango è abbondante e di norma privo di metalli pesanti pericolosi, quindi la classificazione come 11.01.10 è frequente. Restano da verificare i cicli con coloranti metallici o fissaggi a base di nichel, che possono cambiare il quadro analitico. La registrazione nel software per RENTRI deve seguire la caratterizzazione effettiva, non la prassi del settore.

Carpenteria metallica con linea di pretrattamento alla verniciatura

Una carpenteria che vernicia a polvere o a liquido i propri manufatti dispone spesso di un tunnel di pretrattamento: sgrassaggio alcalino, fosfatazione al ferro o allo zinco, passivazione e risciacqui. Le vasche vanno svuotate e ricostituite periodicamente, e le acque esauste passano da un piccolo impianto chimico-fisico o da un sistema di filtrazione a sacco e a cartuccia.

I fanghi di fosfatazione e i residui trattenuti dai filtri costituiscono il rifiuto da codificare. Contengono fosfati di ferro o di zinco, tracce di tensioattivi e ossidi metallici provenienti dai pezzi. In assenza di cromo e di altri componenti pericolosi nei bagni, il codice applicabile è 11.01.10. Il produttore conserva le schede dei prodotti chimici e le analisi del fango, così il codice caricato nel gestionale RENTRI ha un riscontro documentale verificabile.

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