Cosa rientra nel codice EER 11.01.10, quando i fanghi e i residui di filtrazione dei trattamenti chimici superficiali non sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi e residui di filtrazione, diversi da quelli di cui alla voce 11 01 09
Il codice EER 11.01.10 identifica i fanghi e i residui di filtrazione prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli diversi da quelli della voce 11.01.09*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono fanghi di depuratori che trattano acque con bassi carichi di metalli tossici.
In pratica vi rientrano i fanghi di neutralizzazione di acque acide e alcaline di decapaggio di acciaio al carbonio, i fanghi di anodizzazione dell’alluminio con soli idrossidi di alluminio, i residui di filtrazione di bagni non contaminati e i fanghi di impianti con processi senza metalli pesanti. Sono generalmente fanghi con elevato contenuto d’acqua. I fanghi di idrossidi di alluminio e di ferro derivano dalla neutralizzazione di acque acide in assenza di metalli pesanti.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 11.01. È la gemella non pericolosa della 11.01.09* e la scelta tra le due voci dipende dalle analisi, che devono escludere le sostanze pericolose oltre le soglie.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche, perché un cambio di processo può far comparire metalli. Per un impianto di anodizzazione o di decapaggio, un gestionale RENTRI che affianchi ogni ritiro di fango alle analisi periodiche aiuta a sostenere il codice non pericoloso.
L’anodizzazione produce fanghi di idrossido di alluminio dalla neutralizzazione delle acque. Se non vi sono metalli pesanti, il fango è non pericoloso e si può recuperare in altri settori.
I fanghi si disidratano e si inviano a recupero, per esempio nei cementifici o nei laterizi, oppure a smaltimento presso impianti autorizzati.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di fango per linea e per periodo, e le collega ai metri quadrati trattati.
Le linee che decapano acciaio al carbonio e trattano le acque con calce producono fanghi di idrossidi di ferro e di calcio, di natura non pericolosa.
I fanghi si disidratano e si consegnano a ditte autorizzate; la verifica analitica periodica conferma l’assenza di metalli tossici. Il fango di idrossido di ferro è tipico del decapaggio dell’acciaio al carbonio.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla linea di decapaggio di tenere ordinati i ritiri e le analisi collegate.
Le officine che usano processi senza metalli pesanti, come sgrassi e fosfatazioni al ferro, producono fanghi meno critici, che richiedono comunque un’analisi. Le officine con processi a basso impatto producono fanghi di fosfati di ferro.
I fanghi si raccolgono e si inviano a recupero o a smaltimento; il controllo periodico delle analisi garantisce la coerenza della classificazione.
Un gestionale RENTRI aiuta l’officina a registrare i pochi ritiri periodici di fango e a conservare le analisi.