11.01.05* · 2026-09-28 · 21:14:43
Il codice EER 11.01.05* identifica i bagni acidi esausti del decapaggio dei metalli. Vediamo cosa contiene, perché è pericoloso in assoluto e quali attività lo producono, con qualche nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
acidi di decappaggio
Gli acidi di decappaggio sono le soluzioni acide esauste che restano dopo la rimozione di ossidi, calamina e ruggine dalle superfici metalliche. Il decapaggio avviene per immersione in bagni di acido cloridrico, solforico, nitrico o fluoridrico, da soli o miscelati, e a fine ciclo il bagno risulta carico di sali metallici, in particolare ferro, zinco, nichel e cromo, con pH molto basso e una capacità di attacco ancora rilevante.
Il codice sta nel capitolo 11 perché il decapaggio è un trattamento chimico superficiale dei metalli, quasi sempre a monte di zincatura, deposizione galvanica, fosfatazione o verniciatura. Il sottogruppo 11.01 raccoglie i residui di queste linee, dai bagni esausti ai fanghi e alle acque di lavaggio. Il 11.01.05* individua la fase acida esausta, distinta dalle basi di decappaggio (11.01.07*) e dai fanghi di trattamento.
L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso in assoluto: la pericolosità è attribuita direttamente dal catalogo, senza bisogno di una classificazione caso per caso. In pratica si parla di corrosività, spesso accompagnata da tossicità legata ai metalli in soluzione. Ne derivano contenitori resistenti agli acidi, separazione fisica dai rifiuti alcalini e dai bagni al cianuro, e una tracciatura puntuale di ogni movimento. Chi genera questo codice con regolarità lavora ormai in ambiente RENTRI, e un software per RENTRI configurato sui propri codici aiuta a tenere allineati quantità, giacenze e destinazioni senza ricostruire i dati a posteriori.
La zincatura a caldo prevede che il pezzo in acciaio arrivi al bagno di zinco fuso perfettamente pulito. Prima passa nello sgrassaggio, poi in una o più vasche di acido cloridrico che sciolgono ossidi e calamina. Ogni ciclo trasferisce ferro in soluzione e consuma acido libero; quando la concentrazione di cloruro ferroso sale oltre la soglia di efficienza, il bagno viene scaricato.
Quel liquido, spesso alcune tonnellate per vasca, è il rifiuto 11.01.05*. In molte zincherie il ritmo di sostituzione è prevedibile e il gestionale RENTRI viene impostato con il codice già associato al deposito e al destinatario abituale, così la registrazione segue il calendario degli scarichi.
Nella deposizione elettrolitica di nichel, cromo, rame o zinco elettrolitico, il decapaggio acido è la fase di attivazione che precede la vasca di deposito. Si usano acido solforico o cloridrico diluiti, talvolta acido nitrico su leghe di rame, per tempi brevi ma su un numero elevato di pezzi.
I bagni si esauriscono per trascinamento di metalli e per contaminazione con residui dei trattamenti precedenti. Il risultato è un acido esausto con nichel, rame o cromo in soluzione, che rientra nel 11.01.05* e va tenuto lontano dai bagni cianidrici per evitare reazioni pericolose. La gestione rifiuti con RENTRI qui è utile anche per distinguere in modo netto le partite acide da quelle alcaline e dai fanghi del depuratore interno.
Le carpenterie che verniciano o fosfatano internamente le proprie strutture spesso dispongono di una vasca di decapaggio acido per preparare le superfici dopo saldatura e taglio. La calamina da laminazione e le ossidazioni delle zone saldate si tolgono con acido cloridrico o con miscele a base di acido fosforico prima della fosfatazione.
La produzione del rifiuto è meno continua rispetto a una zincheria, ma la vasca prima o poi va svuotata, e il liquido è classificato 11.01.05*. In questi casi il rischio tipico è dimenticare il codice tra i rifiuti di officina più frequenti; un software per RENTRI con l'anagrafica dei codici già impostata evita che il bagno esausto finisca registrato in modo generico.