EER 10.11.17*: fanghi da trattamento fumi e RENTRI

10.11.17* · 2026-09-28 · 20:41:03

Codice EER 10.11.17*

fanghi e residui di filtrazione dei fumi nella fabbricazione del vetro

Il codice EER 10.11.17* copre fanghi e residui di filtrazione che escono dagli impianti di abbattimento fumi delle vetrerie, quando contengono sostanze pericolose. Cosa sono, chi li produce e come si tiene ordinata la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 10.11.17* identifica i fanghi e i residui di filtrazione che escono dagli impianti di abbattimento fumi delle vetrerie. I forni fusori lavorano a temperature superiori a 1.400 gradi e liberano polveri fini, ossidi di zolfo, acido fluoridrico, acido cloridrico e, a seconda della ricetta del vetro, metalli come piombo, arsenico, antimonio e selenio. Filtri a maniche, elettrofiltri e scrubber trattengono questo carico e lo restituiscono sotto forma di polvere umida, torta di filtrazione o fango.

Il codice sta nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, perché il rifiuto nasce dalla fusione e dalla combustione, non da una lavorazione meccanica del vetro. Il sottogruppo 10.11 raccoglie ciò che si genera nella fabbricazione del vetro e dei prodotti di vetro, dalla preparazione della miscela vetrificabile fino al trattamento degli effluenti gassosi.

L'asterisco segnala la pericolosità. La voce è a specchio: se la caratterizzazione dei fanghi rileva sostanze pericolose oltre le soglie di riferimento, si attribuisce il 10.11.17*; in caso contrario si ricade nel 10.11.18. La classificazione va quindi sostenuta da analisi di laboratorio sul rifiuto reale, non dal solo nome del processo.

Per il produttore la pericolosità si traduce in registro, formulario e tracciabilità più stringenti. Un software per RENTRI aiuta a tenere ordinata la scheda del codice, con classi di pericolo, giacenze e movimentazioni, e riduce gli errori di trascrizione tra ufficio ambiente, deposito e trasportatore.

Vetreria per contenitori in vetro cavo

Gli stabilimenti che producono bottiglie, vasi e flaconi alimentano forni a bacino in continuo, con tiraggi di centinaia di tonnellate al giorno. La miscela contiene sabbia, carbonato di sodio, calcare e quote elevate di rottame di vetro, che porta con sé contaminanti variabili. I fumi trascinano solfati di sodio, cloruri e metalli in tracce.

L'abbattimento avviene di norma con un reattore a secco o semisecco a calce e un filtro a maniche o un elettrofiltro. Il residuo raccolto è una polvere salina che, se le analisi mostrano piombo, cromo o altri metalli oltre soglia, viene classificata 10.11.17*. La vetreria lo accumula in big bag e lo movimenta con cadenza regolare, tracciando ogni carico nel gestionale RENTRI.

Stabilimento di lana di vetro e fibre di rinforzo

La produzione di lana di vetro per isolamento e di fibre per compositi usa forni elettrici o a gas con composizioni ricche di boro, fluoro e ossidi alcalini. La fase di fibraggio e di applicazione dei leganti aggiunge ai fumi composti organici e ammoniaca, che finiscono negli stessi impianti di depurazione dei gas di fusione.

Gli scrubber a umido generano fanghi con fluoruri, borati e polveri di vetro fine, spesso concentrati in filtropresse. Se il rapporto di prova evidenzia sostanze pericolose, il fango prende il codice 10.11.17*. Per un impianto con più linee e più punti di emissione conviene collegare le pesate del deposito a un software per RENTRI, così da riconciliare quantità e destinazioni senza passaggi manuali.

Vetreria artistica e cristalleria

Le aziende che lavorano cristallo al piombo, vetro colorato e vetro artistico operano su forni più piccoli, ma con ricette molto più cariche di metalli. Ossido di piombo, arsenico e antimonio usati come affinanti, cadmio e selenio per i colori: tutto ciò che volatilizza a temperatura di fusione si ritrova nei fumi e viene fermato dai filtri.

Le polveri di filtrazione di queste vetrerie risultano quasi sempre pericolose già a una prima analisi, per il contenuto di piombo e arsenico. Il codice 10.11.17* è quindi la scelta abituale. Anche con volumi modesti, qualche centinaio di chili l'anno, il rifiuto pericoloso richiede registro e formulari puntuali; una gestione rifiuti con RENTRI ben impostata evita di perdere traccia di conferimenti poco frequenti.

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