EER 10.11.15*: rifiuti solidi da trattamento fumi vetro

10.11.15* · 2026-09-28 · 20:38:06

Codice EER 10.11.15*

rifiuti solidi da trattamento fumi in vetreria e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.11.15* copre le polveri e i residui solidi catturati dagli impianti di abbattimento fumi delle vetrerie, quando contengono sostanze pericolose. Origine del rifiuto, attività che lo producono e gestione con RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti solidi prodotti dal trattamento di fumi, contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 10.11.15* identifica le polveri e i residui solidi che si separano dai fumi di una vetreria quando l'impianto di abbattimento fa il suo lavoro. Il forno fusorio libera gas caldi carichi di particolato, ossidi di zolfo, cloruri, fluoruri e metalli volatilizzati dalla miscela vetrificabile. I filtri a maniche, gli elettrofiltri e i sistemi di depurazione a secco o semisecco catturano queste frazioni, e ciò che resta sul filtro o nel fondo del reattore è il rifiuto di cui parliamo.

La collocazione nel capitolo 10, dedicato ai processi termici, e nel sottogruppo 10.11 sulla fabbricazione del vetro deriva dall'origine: è un rifiuto che nasce dalla fusione ad alta temperatura, non dalla lavorazione meccanica del prodotto finito. La descrizione ufficiale parla di rifiuti solidi, quindi restano fuori le acque di lavaggio dei fumi e i fanghi, che hanno voci proprie.

L'asterisco segnala la pericolosità. Le polveri di abbattimento concentrano piombo, arsenico, antimonio, selenio, cadmio e altri elementi presenti nelle materie prime o negli affinanti. La voce specchio è la 10.11.16, per i residui che non contengono sostanze pericolose: la scelta tra le due passa da una caratterizzazione analitica, non da una stima. Chi gestisce questi residui li tratta come rifiuto pericoloso in tutte le fasi, dal deposito alla tracciabilità, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere in ordine registrazioni e movimentazioni.

Vetreria per contenitori in vetro cavo

Una vetreria che produce bottiglie e vasetti alimenta forni a bacino che lavorano in continuo, con temperature di fusione oltre i 1.400 gradi. La miscela di sabbia, soda, calcare e rottame di vetro rilascia nei fumi particolato fine, ossidi di zolfo e composti volatili degli elementi presenti nelle materie prime e nei coloranti.

L'impianto di abbattimento, di norma un elettrofiltro o un filtro a maniche preceduto da iniezione di reagente alcalino, trattiene una polvere che raccoglie solfati, cloruri e metalli come piombo e selenio. Quando le analisi confermano il superamento delle soglie, quella polvere esce come 10.11.15* e viene avviata a recupero o smaltimento presso impianti autorizzati, con registrazioni che un gestionale RENTRI rende più semplici da tenere allineate.

Fornace di cristallo e vetro artistico

I laboratori e le fornaci che lavorano cristallo al piombo, vetro colorato o vetro per lampadari usano formulazioni ricche di ossido di piombo, arsenico e antimonio come affinanti, oltre a coloranti a base di cadmio e selenio. Durante la fusione una parte di questi elementi passa in fase vapore e si condensa sulle polveri più fini trascinate dai fumi.

Anche una fornace di dimensioni contenute, se dotata di un sistema di captazione con filtro a maniche, accumula periodicamente residui solidi sul fondo delle tramogge e nei sacchi filtranti. La concentrazione di metalli è di norma alta, e la classificazione come 10.11.15* è quasi sistematica. Il quantitativo è modesto, ma la frequenza dei conferimenti rende utile un software per RENTRI che tenga in ordine registro e formulari.

Stabilimento di fibre di vetro per isolamento

Gli stabilimenti che producono lana di vetro e filati di vetro per rinforzo fondono la miscela in forni elettrici o a gas e la trasformano in fibre tramite centrifugazione o trafilatura. I fumi del forno e quelli delle camere di fibraggio contengono polveri di vetro, boro, fluoruri e residui dei leganti applicati sulle fibre.

La linea di depurazione lavora spesso a secco, con filtri a maniche e dosaggio di calce o bicarbonato. I residui solidi raccolti possono contenere composti del boro e metalli in quantità tali da attribuire il codice 10.11.15*. La gestione rifiuti con RENTRI richiede una descrizione coerente del rifiuto in ogni movimentazione, e la caratterizzazione analitica va tenuta aggiornata perché la composizione cambia con le formulazioni.

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