10.11.11* · 2026-09-28 · 20:32:38
Il codice EER 10.11.11* copre particolato e polveri di vetro con metalli pesanti, tipici del vetro al piombo e dei tubi a raggi catodici. Origine, pericolosità e tracciabilità con RENTRI.
rifiuti di vetro in forma di particolato e polveri di vetro contenenti metalli pesanti (provenienti ad esempio da tubi a raggi catodici)
Il codice 10.11.11* individua una frazione molto specifica dello scarto vetroso: particolato fine e polveri che contengono metalli pesanti. La voce non riguarda il rottame di vetro comune, che trova posto in altri codici del sottogruppo, ma i residui che derivano da vetri formulati con ossidi di piombo, bario, stronzio o altri metalli, come quelli storicamente impiegati nei tubi a raggi catodici.
La collocazione nel capitolo 10 dipende dal processo di origine. Il vetro nasce da una fusione ad alta temperatura e le fasi successive, dalla macinazione del rottame alla molatura e alla lucidatura dei pezzi finiti, generano polveri e particolato che restano legati al ciclo termico della fabbricazione. Il sottogruppo 10.11 raccoglie proprio gli scarti della produzione di vetro e di articoli in vetro.
L'asterisco segna la pericolosità. I metalli pesanti presenti nella matrice vetrosa, in particolare il piombo del cono dei CRT, si trovano in forma di polvere fine e quindi facilmente dispersibile e lisciviabile. Questo cambia il modo in cui il rifiuto va stoccato, imballato e avviato a impianti autorizzati per i pericolosi. Cambia anche la tracciabilità: registri, formulari e, per i soggetti tenuti, l'iscrizione al RENTRI. Un software per RENTRI che gestisce la caratterizzazione e i movimenti del codice riduce gli errori di compilazione e rende ricostruibile il percorso di ogni lotto.
Le cristallerie che lavorano vetro al piombo, con quote di ossido di piombo anche superiori al 24%, generano polveri in diverse fasi. La molatura dei bordi, l'incisione a mola e la lucidatura meccanica producono un particolato fine che viene raccolto dagli aspiratori e dai filtri a maniche. A questo si aggiungono le polveri del rottame macinato destinato alla rifusione.
Quando il vetro contiene metalli pesanti, queste polveri rientrano nel 10.11.11* e non nel codice del rottame vetroso non pericoloso. La distinzione va documentata con analisi sulla composizione. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere separate le due linee nel registro cronologico e a evitare che il pericoloso finisca declassato per semplice abitudine di reparto.
Gli stabilimenti che producono vetri speciali per l'elettronica e l'ottica, come vetri al bario e allo stronzio per schermi, tubi e componenti schermanti dalle radiazioni, hanno lavorazioni di taglio, sabbiatura e lappatura che rilasciano polveri cariche di metalli pesanti. Anche la pulizia dei forni e delle linee di formatura porta a raccogliere depositi polverulenti della stessa natura.
In queste realtà il 10.11.11* è un codice ricorrente, spesso associato a quantità contenute ma continue. Il problema operativo è la corretta attribuzione delle caratteristiche di pericolo e la registrazione puntuale dei movimenti. La gestione rifiuti con RENTRI, integrata con la pesatura e con i certificati analitici, permette di ricostruire ogni lotto dal reparto al trasportatore.
Gli impianti che smontano monitor e televisori a tubo separano il vetro del pannello, a basso contenuto di piombo, da quello del cono, che ne contiene fino al 25%. Le operazioni di taglio, frantumazione e rimozione dei rivestimenti fluorescenti producono polveri e frazioni fini che concentrano piombo e altri metalli. Sono i residui che la descrizione ufficiale cita come esempio.
Anche se l'attività è di trattamento, il vetro separato che viene macinato per il reimpiego in vetreria o in fonderia genera scarti di questa natura. L'impianto gestisce quindi il 10.11.11* in uscita come pericoloso, e un software per RENTRI consente di collegare ogni carico ai lotti di apparecchiature in ingresso.