10.11.09* · 2026-09-28 · 20:29:54
Il codice EER 10.11.09* identifica gli scarti della miscela di preparazione del vetro non ancora fusa e contenente sostanze pericolose. Vediamo cosa comprende, quali vetrerie lo producono e come tenerne traccia con un software per rentri.
residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico, contenenti sostanze pericolose
Il codice 10.11.09* identifica i residui della miscela vetrificabile, cioè la carica di materie prime dosate e mescolate prima di entrare nel forno fusorio, quando questa miscela non ha ancora subito il trattamento termico e contiene sostanze pericolose. Nella pratica si tratta di scarti di composizione, fondi di tramogge, spazzature del reparto dosaggio, lotti fuori specifica o contaminati, polveri raccolte dai sistemi di aspirazione della zona di preparazione.
La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, dipende dal processo di riferimento e non dal fatto che il materiale sia stato scaldato: il rifiuto nasce nella filiera della fabbricazione del vetro e il sottogruppo 10.11 raccoglie tutti gli scarti di quel ciclo, dalla preparazione della carica fino al rottame di lavorazione.
La pericolosità deriva dalla composizione della miscela. Ossidi di piombo, composti di arsenico e antimonio usati come affinanti, fluoruri, sali di bario, ossidi coloranti a base di cadmio, cromo, cobalto o nichel possono attribuire al residuo una o più caratteristiche di pericolo. Se la miscela non contiene sostanze pericolose il codice corretto è la voce a specchio 10.11.10.
Per il produttore questo comporta una caratterizzazione analitica della miscela, un deposito separato dalle altre polveri di reparto e una registrazione dei movimenti con un software per rentri che conservi codice, asterisco e caratteristiche di pericolo attribuite in modo coerente su registro e formulari.
Le cristallerie e le vetrerie artistiche preparano in proprio la composizione, spesso in piccoli lotti, per ottenere vetri al piombo, vetri colorati o paste opache. L'ossido di piombo può superare il 24 per cento della carica nel cristallo classico, e accanto a esso compaiono affinanti a base di arsenico e antimonio, sali di bario e ossidi coloranti.
Quando un lotto viene dosato male, si contamina con materiale estraneo o resta in tramoggia oltre il tempo utile, la miscela non entra più in forno e diventa rifiuto. Lo stesso vale per le polveri raccolte nella pulizia del banco di pesatura. Il contenuto di piombo rende il residuo pericoloso e il codice corretto è il 10.11.09*, da tenere separato dal rottame di vetro già fuso.
Nella produzione di vetri ottici, vetri per illuminazione, tubi per laboratorio e vetri speciali la composizione è complessa e cambia con frequenza in base alla ricetta. Le materie prime includono fluoruri, ossidi di bario, composti di antimonio e arsenico, talvolta ossidi di lantanio e altri elementi in tenori elevati.
Ogni cambio ricetta comporta lo svuotamento e la pulizia di miscelatori, nastri e silos giornalieri: il materiale residuo, non più riutilizzabile perché fuori composizione, finisce nei contenitori di scarto della preparazione. Le aspirazioni della zona dosaggio raccolgono polveri con lo stesso profilo. Se l'analisi conferma la presenza di sostanze pericolose, il rifiuto è classificato 10.11.09* e la gestione rifiuti con rentri richiede un'anagrafica dedicata per questo codice.
Le grandi vetrerie che producono bottiglie, contenitori e lastre lavorano miscele a base di sabbia, soda e calcare, in sé non pericolose. Il codice 10.11.09* entra in gioco con le linee di vetro colorato o quando il rottame esterno immesso nella carica porta contaminanti.
Coloranti e decoloranti come selenio, ossidi di cromo, cobalto e nichel, o composti di cadmio per alcune tinte, vengono dosati in premiscele concentrate. Gli scarti di queste premiscele, i fondi delle tramogge dedicate e i lotti di composizione respinti dal controllo qualità possono superare le soglie di pericolosità. In quel caso il produttore li separa dal 10.11.10 e li gestisce come pericolosi, con tracciabilità dedicata nel gestionale rentri.