10.11.13* · 2026-09-28 · 20:35:21
Cosa identifica il codice EER 10.11.13*, quali lavorazioni del vetro lo generano e cosa comporta la classificazione come rifiuto pericoloso nella gestione quotidiana e nella tracciabilità con RENTRI.
fanghi provenienti dalla lucidatura e dalla macinazione del vetro, contenenti sostanze pericolose
Il codice 10.11.13* identifica i fanghi che si formano quando il vetro viene molato, macinato o lucidato con acqua e abrasivi. Le polveri di vetro finissime restano in sospensione nel liquido di processo, si depositano nei decantatori e nei filtri e formano una fanghiglia che il produttore deve avviare a gestione. Il codice si applica quando in quel fango sono presenti sostanze pericolose, tipicamente metalli pesanti ceduti dal vetro stesso, come il piombo del cristallo, oppure residui degli agenti di lucidatura e dei fluidi impiegati in macchina.
La collocazione nel capitolo 10, rifiuti da processi termici, dipende dal fatto che il vetro nasce in forno. Il sottogruppo 10.11 raccoglie gli scarti della fabbricazione del vetro e dei prodotti di vetro, comprese le lavorazioni a freddo che seguono la fusione. La finitura meccanica è considerata parte del ciclo produttivo, anche quando avviene in reparti o stabilimenti separati.
L'asterisco segnala la pericolosità e ha conseguenze pratiche. Il rifiuto va tenuto distinto dai fanghi non pericolosi, che ricadono nella voce specchio 10.11.14, e la scelta tra le due voci deve poggiare su analisi di caratterizzazione. Con la tracciabilità digitale attraverso RENTRI, un gestionale rentri permette di registrare produzione, deposito e movimentazione di questo codice riducendo gli errori di trascrizione tra registro e formulario.
Le cristallerie che lavorano vetro al piombo sono il produttore più tipico di questo codice. Dopo la soffiatura o la pressatura, calici, vasi e oggetti decorativi passano alla molatura e alla lucidatura meccanica su mole diamantate e dischi in feltro, con acqua di raffreddamento in circolo continuo.
La polvere che si stacca dal pezzo contiene la stessa matrice del cristallo, quindi ossido di piombo in percentuali rilevanti. Nei decantatori si accumula un fango grigio che alle analisi risulta pericoloso per il contenuto di piombo. Chi segue la gestione rifiuti con rentri in azienda deve tenere il deposito separato da rottami e scarti di vetro non contaminati.
I laboratori che producono lenti, prismi e componenti ottici lavorano vetri speciali per sgrossatura, macinazione fine e lucidatura, spesso con sospensioni di ossido di cerio o altri abrasivi in acqua.
Molti vetri ottici contengono ossidi di bario, lantanio, piombo o arsenico usati per ottenere indici di rifrazione precisi. Queste sostanze finiscono nel fango raccolto dagli impianti di filtrazione insieme all'abrasivo esausto. Quando la caratterizzazione conferma la presenza di sostanze pericolose, il rifiuto va classificato come 10.11.13*. Un software per rentri aiuta il laboratorio a collegare ogni carico al lotto di produzione e alle analisi di riferimento.
Le vetrerie che tagliano, molano e bisellano lastre per edilizia, arredo e specchi generano grandi quantità di fanghi di molatura. Le molatrici rettilinee e bilaterali lavorano a umido e l'acqua raccoglie polvere di vetro, residui di abrasivo e fluidi di lavorazione.
Il fango di una lastra float ordinaria di solito non è pericoloso, ma la situazione cambia quando si lavorano vetri colorati con ossidi metallici, specchi con retro argentato o quando i fluidi in circolo sono contaminati da oli e additivi. In quei casi le analisi possono far ricadere il fango nel codice 10.11.13*, e nel gestionale rentri il produttore deve tenere le due voci distinte, con caratterizzazioni aggiornate.