10.11.03 · 2026-09-28 · 20:26:53
Il codice EER 10.11.03 classifica gli scarti di materiali in fibra a base di vetro prodotti negli impianti di fabbricazione del vetro. Cosa comprende, chi lo genera e come si registra con un software per RENTRI.
scarti di materiali in fibra a base di vetro
Il codice EER 10.11.03 identifica gli scarti di materiali in fibra a base di vetro. Si tratta di residui di lana di vetro, filati, tessuti, stuoie e feltri ottenuti dalla filatura del vetro fuso, insieme a sfridi di taglio, bobine difettose, materiale fuori specifica e polveri di fibra raccolte dagli impianti di aspirazione durante la lavorazione.
Il codice appartiene al capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, perché la fibra nasce da un ciclo a caldo: la miscela vetrificabile viene fusa in forno e il vetro liquido viene trasformato in filamenti per trafilatura o centrifugazione. Il sottogruppo 10.11 raccoglie i rifiuti della fabbricazione del vetro e di prodotti di vetro, e la fibra rientra qui come prodotto derivato, distinto dal rottame di vetro massivo che ha altre voci nello stesso sottogruppo.
La voce non porta asterisco, quindi il rifiuto è classificato come non pericoloso. Questo non esonera il produttore dalla valutazione del caso concreto: la fibra può contenere leganti, resine o appretti, e il codice scelto deve corrispondere al processo che ha generato lo scarto. Un errore frequente è attribuire il 10.11.03 alla fibra di vetro rimossa in cantiere da coibentazioni o demolizioni, che segue invece il capitolo 17.
Per chi produce questo scarto in modo continuativo, la tracciabilità passa dal RENTRI. Un software per RENTRI collega il codice alle registrazioni cronologiche e ai formulari, con meno errori di trascrizione e un controllo più semplice sui quantitativi.
È il produttore tipico del codice 10.11.03. Il vetro fuso esce dal forno attraverso filiere in lega di platino e rodio e viene stirato in filamenti continui, poi raccolti in bobine e trattati con appretti. Ogni avvio di linea, cambio di filiera o rottura del filo genera fibra non conforme che finisce a terra o nei cassoni di scarto.
A questi si aggiungono le bobine con difetti di avvolgimento, i tagli di testa e coda e la fibra trattenuta dai filtri di aspirazione. Il flusso è continuo e i quantitativi annui sono rilevanti, per cui lo stabilimento gestisce il codice con registri e formulari frequenti. Una gestione rifiuti con RENTRI ben impostata permette di tenere allineati i pesi in uscita con le pesate interne.
Gli impianti che fabbricano pannelli e rotoli in lana di vetro producono la fibra per centrifugazione del vetro fuso, la legano con resine e la cuociono in forno di polimerizzazione. Lo scarto nasce nella rifilatura dei bordi, nel taglio a misura e nella selezione dei pannelli con densità o spessore fuori tolleranza.
Una parte dello sfrido viene reimmessa in ciclo, ma il materiale contaminato da resina indurita o mescolato ad altri residui viene avviato a smaltimento o recupero esterno come 10.11.03. Trattandosi di rifiuto voluminoso e leggero, la registrazione dei pesi e la corretta indicazione del destino sono i punti su cui un gestionale RENTRI riduce le incongruenze tra registro e formulario.
Le tessiture che trasformano il filato di vetro in tessuti, stuoie e reti per compositi, cartongesso o impermeabilizzazione lavorano bobine provenienti dalle filature. La fase di orditura, tessitura e taglio produce cimosse, spezzoni di filato, pezze difettose e polveri di fibra raccolte dagli aspiratori.
Il rifiuto resta a base di vetro e viene classificato con il codice 10.11.03 quando l'azienda opera nella filiera dei prodotti di vetro. Se il tessuto è già stato impregnato con resine indurite, la valutazione cambia e va rifatta sul materiale effettivo. Per queste imprese, spesso di dimensione media, un software per RENTRI semplifica la tenuta del registro cronologico e la trasmissione dei dati senza dover ricostruire i movimenti a fine periodo.