07.02.13 · 2026-09-28 · 15:14:28
Il codice EER 07.02.13 copre gli scarti plastici generati dentro i processi di produzione e trasformazione dei polimeri. Cosa comprende, perché sta nel capitolo 07 e come si imposta la gestione rifiuti con RENTRI in stampaggio, estrusione e filatura.
rifiuti plastici
Il codice EER 07.02.13 identifica i rifiuti plastici generati lungo la filiera dei processi chimici organici, in particolare nella produzione, formulazione, fornitura e uso di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali. Si tratta di scarti di polimero che nascono dentro il ciclo produttivo: materozze e canali di colata dello stampaggio, spurghi di estrusore, avviamenti di linea, pezzi fuori tolleranza, rifili, sfridi di taglio, lotti di granulo contaminato o fuori specifica.
La collocazione nel capitolo 07 non è casuale. La plastica che esce da un imballaggio dismesso finisce nel capitolo 15, quella raccolta in modo differenziato nel capitolo 20. Il 07.02.13 riguarda invece il materiale che il processo stesso genera, prima che il prodotto diventi un bene di consumo. Il criterio di attribuzione è quindi il ciclo di origine, non il tipo di polimero.
Il codice non è pericoloso e non porta l'asterisco. Questo presuppone che lo scarto non sia impregnato di solventi, additivi o monomeri residui in quantità tali da attribuire caratteristiche di pericolo; in caso contrario vanno valutati altri codici del sottogruppo. Per il produttore la classificazione corretta è il punto di partenza per registro e formulari, che oggi passano sempre più attraverso il RENTRI e i gestionali che dialogano con la piattaforma. Tenere separati per polimero gli sfridi puliti facilita inoltre l'avvio a recupero.
Un'azienda che stampa a iniezione particolari in ABS, poliammide o polipropilene produce rifiuti plastici a ogni ciclo di lavoro. Le materozze e i canali di alimentazione dello stampo, quando non vengono macinati e reimmessi in linea, diventano scarto. Lo stesso vale per i pezzi dei primi colpi dopo il cambio stampo, per i lotti con difetti di riempimento o bruciature, per gli spurghi della vite al cambio di colore o di materiale.
Il macinato di rigenerazione interna copre di solito solo una parte; il resto va conferito come 07.02.13. Le quantità crescono con la varietà delle mescole: più cambi materiale, più spurghi. Un reparto con molte presse registra movimenti frequenti, per questo la gestione rifiuti con RENTRI va organizzata per area di deposito, con pesature che rispecchino i polimeri tenuti separati.
Nelle linee di estrusione di film in bolla, foglia piana o tubi, il rifiuto plastico nasce soprattutto nelle fasi di transizione. L'avviamento della linea produce metri di film fuori spessore o con bolla instabile, lo spurgo della testa genera grumi di polimero degradato, il cambio di formato lascia bobine di scarto e rifili laterali. Anche i lotti respinti al controllo qualità per gel, occhi di pesce o difetti ottici confluiscono nello stesso flusso.
Il materiale è per lo più monomateriale e pulito, quindi ben recuperabile, purché non venga mescolato con imballaggi o con scarti stampati con inchiostri. Chi usa un software per RENTRI ha interesse a tenere distinte le voci per polimero e per stato fisico, così il dato del registro corrisponde a quello che arriva all'impianto di recupero.
Un impianto che produce fibre artificiali e sintetiche in poliestere, poliammide o polipropilene genera rifiuti plastici in forme meno riconoscibili rispetto allo stampaggio. Le filiere producono grumi di polimero all'avvio e allo spegnimento, i filamenti rotti durante lo stiro si accumulano sotto le linee, le bobine di filo fuori titolo o con tenacità insufficiente vengono scartate. Il tow tagliato male e i fiocchi con imperfezioni completano il quadro.
Questi materiali rientrano nel sottogruppo 07.02 perché originano dalla trasformazione del polimero, non dal suo uso finale. Per la natura leggera e voluminosa del rifiuto, il deposito richiede attenzione al peso reale al momento del conferimento; un gestionale RENTRI collegato alla pesa evita stime approssimative nelle registrazioni.