07.02.16* · 2026-09-28 · 15:19:14
Il codice EER 07.02.16* identifica i rifiuti contenenti siliconi pericolosi del capitolo 07. Cosa comprende, come si distingue dalla voce specchio 07.02.17 e quali attività lo generano, con note pratiche per la gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti contenenti siliconi pericolosi
La voce 07.02.16* raccoglie i rifiuti in cui la presenza di siliconi si accompagna a caratteristiche di pericolo. I siliconi, o polisilossani, sono polimeri a base di silicio e ossigeno con gruppi organici laterali: da soli, una volta reticolati, sono materiali piuttosto inerti. La pericolosità del rifiuto nasce quasi sempre da ciò che li accompagna nel ciclo produttivo, come solventi di diluizione, catalizzatori organometallici, reticolanti, siliconi non ancora polimerizzati che rilasciano sottoprodotti, oppure contaminazioni con altre sostanze classificate.
Il codice sta nel capitolo 07, dedicato ai rifiuti dei processi chimici organici, e nel sottogruppo 07.02, che copre produzione, formulazione, fornitura e uso di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali. I siliconi rientrano in questa famiglia perché vengono lavorati con le stesse logiche degli elastomeri e delle materie plastiche: mescole, stampaggio, estrusione, formulazione di sigillanti e adesivi.
La voce ha uno specchio non pericoloso, il 07.02.17, per i rifiuti contenenti siliconi diversi da quelli del 07.02.16*. La scelta tra le due passa dalla caratterizzazione del rifiuto: se emerge una caratteristica di pericolo, il codice corretto è quello con asterisco, con tutto quello che comporta in termini di deposito, tracciabilità e destino. Per chi tiene registri e formulari con un gestionale RENTRI, la codifica corretta a monte evita correzioni successive e incongruenze nei dati trasmessi.
Chi formula sigillanti, adesivi e mastici a base siliconica lavora con polimeri siliconici fluidi, reticolanti, catalizzatori, plastificanti e in molti casi solventi. Il 07.02.16* compare nei residui di miscelazione, nei lavaggi dei reattori e dei dissolutori, nei lotti fuori specifica non recuperabili e negli sfridi di riempimento delle cartucce.
La pericolosità viene dai componenti ancora reattivi o dai solventi trattenuti nella massa: un silicone acetico non polimerizzato, per esempio, non è un prodotto finito inerte. Il reparto produce anche imballaggi contaminati e stracci, che però seguono codici propri. In un software per RENTRI la voce va associata a ogni lotto conferito, con la caratterizzazione a supporto.
Le aziende che stampano guarnizioni, membrane, tubi e componenti in gomma siliconica, sia con mescole HTV sia con siliconi liquidi bicomponenti, generano scarti in più fasi. Mescole scadute, residui di post-cura, purghe di macchina e pezzi difettosi sono di norma inerti e finiscono nel 07.02.17. Il codice con asterisco entra in gioco quando lo scarto contiene ancora catalizzatori perossidici non decomposti, additivi classificati o quando le mescole sono state colorate e caricate con sostanze pericolose.
Anche le pulizie di stampi e cilindri con solventi possono produrre fanghi siliconici contaminati. La distinzione tra le due voci va documentata: il gestionale RENTRI registra il codice, ma la scelta resta in capo al produttore.
Laboratori di modellismo industriale, fonderie artistiche, studi di effetti speciali e centri di prototipazione usano siliconi bicomponenti per colare stampi flessibili. I sistemi a condensazione impiegano catalizzatori a base di stagno, quelli ad addizione catalizzatori al platino, spesso in miscela con solventi, tixotropizzanti e agenti distaccanti.
Gli scarti tipici sono residui di miscele non colate, stampi esausti impregnati di resine poliuretaniche o epossidiche, bicchieri e spatole con silicone ancora fluido e catalizzatore separato. Quando questi materiali portano con sé sostanze pericolose il codice è il 07.02.16*. Anche in una struttura piccola la gestione rifiuti con RENTRI richiede di conoscere il codice prima del conferimento, non dopo.