07.02.03* · 2026-09-28 · 15:02:45
Cosa rientra nel codice EER 07.02.03*, perché il rifiuto è classificato pericoloso in assoluto e quali attività della filiera dei polimeri lo producono. Con una nota sulla tracciabilità nella gestione rifiuti con RENTRI.
solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri
Il codice EER 07.02.03* identifica i solventi organici alogenati, le soluzioni di lavaggio e le acque madri che escono dai processi legati a plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali. Il termine alogenati indica la presenza nella molecola di cloro, bromo, fluoro o iodio: diclorometano, tricloroetilene, percloroetilene e clorobenzene sono esempi tipici. Le soluzioni di lavaggio sono i solventi usati per pulire reattori, linee e attrezzature. Le acque madri sono il liquido residuo che resta dopo la separazione del prodotto per cristallizzazione, precipitazione o filtrazione.
Il rifiuto sta nel capitolo 07 perché nasce da processi chimici organici, e nel sottogruppo 07.02 perché la voce copre in modo specifico la filiera dei polimeri: produzione, formulazione, fornitura e uso. Va tenuto distinto dal 07.02.04*, che riguarda gli altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri non alogenati, e dai codici gemelli degli altri sottogruppi del capitolo 07, che cambiano in base al processo di origine.
L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso in assoluto. Non serve un'analisi per attribuire la pericolosità: la classificazione discende dalla voce stessa. Nella pratica questo comporta contenitori chiusi e idonei, etichettatura con le caratteristiche di pericolo e conferimento a impianti autorizzati, in genere per il recupero del solvente per distillazione o per l'incenerimento con abbattimento dei fumi acidi. Sul piano documentale la tracciabilità passa dal registro e dal formulario, oggi in formato digitale attraverso il RENTRI. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati codice, quantità e caratteristiche di pericolo su ogni movimentazione, senza ricopiature.
Chi produce resine, polimeri in emulsione o gomme sintetiche lavora con reattori, condensatori e serbatoi che vanno puliti a fine campagna o al cambio di grado. Quando il lavaggio avviene con solventi clorurati, per esempio diclorometano o percloroetilene scelti per sciogliere residui polimerici tenaci, il liquido esausto rientra nel 07.02.03*.
Lo stesso codice copre le acque madri delle fasi di purificazione in cui il monomero o l'additivo viene fatto precipitare da una fase alogenata. Il rifiuto viene raccolto in fusti o cisternette dedicate, separato dai solventi non alogenati per non compromettere il recupero. La registrazione nel software per RENTRI avviene di norma per lotto, con quantità stimate a pesatura o a volume.
Le linee di filatura a umido e a secco per fibre acriliche, acetato, poliuretaniche o aramidiche usano bagni e solventi per portare in soluzione il polimero e per lavare filiere, pompe e collettori. Dove il ciclo prevede solventi alogenati, o dove si adotta lo sgrassaggio a solvente clorurato per rimuovere oli di filatura e finissaggi dagli organi meccanici, gli esausti prendono il codice 07.02.03*.
Le acque madri dei bagni di coagulazione, quando contengono frazioni alogenate non recuperabili in linea, seguono la stessa strada. Nella gestione rifiuti con RENTRI il produttore tiene traccia dei prelievi dai serbatoi di raccolta e dei conferimenti al recuperatore, spesso con cadenza settimanale.
Il sottogruppo 07.02 comprende anche l'uso di plastiche, e questo porta dentro il codice le aziende che stampano, tagliano, incollano o decorano manufatti in plastica. Nelle officine stampi si usano ancora lavaggi a tricloroetilene o percloroetilene per sgrassare stampi, inserti e canali caldi, e nella serigrafia o nel lavaggio di pezzi in policarbonato compaiono miscele a base clorurata.
Il solvente sporco di oli, distaccanti e polvere di polimero finisce in un fusto identificato con il 07.02.03*. Le quantità sono piccole rispetto a un impianto chimico, ma la classificazione pericolosa non cambia. Un gestionale RENTRI semplifica la tenuta del registro anche quando i conferimenti sono pochi nell'anno.