Cosa rientra nel codice EER 19.01.16, quali polveri di caldaia di impianti di trattamento termico dei rifiuti sono non pericolose e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
polveri di caldaia, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 15
Il codice EER 19.01.16 identifica le polveri di caldaia diverse da quelle della voce 19.01.15*, cioè senza sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono le polveri e le incrostazioni che si depositano sugli scambiatori di calore degli impianti che bruciano rifiuti con composizione più pulita.
In pratica vi rientrano le polveri delle caldaie di impianti che trattano rifiuti selezionati o combustibili da rifiuti con bassa contaminazione, e di alcuni impianti di pirolisi e gassificazione, quando le analisi escludono la presenza di sostanze pericolose oltre i limiti. Sono molto meno frequenti dei casi pericolosi. La differenza rispetto alle ceneri leggere sta nel punto di raccolta: le polveri di caldaia si depositano sugli scambiatori e si rimuovono con le pulizie.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.01 ed è la gemella non pericolosa della 19.01.15*. Le polveri di caldaia di sole biomasse ricadono nel capitolo 10.
Il codice non ha asterisco, ma per le polveri di caldaia la non pericolosità si verifica con analisi periodiche: le polveri che si depositano sugli scambiatori concentrano metalli e sali, e una variazione del combustibile può cambiarne il profilo. Gli esiti delle analisi sono la base del codice e vanno conservati. Registrare su RENTRI le polveri di caldaia insieme agli esiti delle analisi consente all’impianto di mostrare l’andamento nel tempo e di motivare il codice 19.01.16.
Gli impianti che bruciano combustibili puliti producono polveri di caldaia che, in base alle analisi, possono essere non pericolose. Le pulizie degli scambiatori avvengono con cicli periodici, con sistemi meccanici o a getto.
Le polveri si raccolgono in contenitori chiusi e si inviano a recupero o a discarica per rifiuti non pericolosi. Il materiale rimosso si raccoglie in contenitori chiusi per limitare la polvere.
Un software per RENTRI che registri i ritiri delle polveri di caldaia, distinguendoli da quelli delle ceneri leggere, evita scambi di codice tra flussi vicini.
Gli impianti di trattamento termico alternativi all’incenerimento producono polveri con una composizione specifica, da caratterizzare. Anche i residui solidi dei processi di pirolisi richiedono controlli specifici.
Le polveri si analizzano a ogni variazione di processo e di materia prima. La composizione dipende dalla materia prima trattata e dalla temperatura del processo.
Con la gestione rifiuti con RENTRI l’impianto lega ogni ritiro di polveri alle condizioni di processo in vigore al momento, informazione utile per interpretare le analisi.
Le polveri non recuperabili vanno in discariche per rifiuti non pericolosi, in celle controllate. Le polveri di caldaia sono fini e secche, e in discarica richiedono una bagnatura controllata e una copertura rapida.
Il conferimento è subordinato alla caratterizzazione di base e al rispetto dei limiti di cessione.
Registrare su RENTRI ogni conferimento in discarica permette al produttore di dimostrare il rispetto dei limiti e di tenere in ordine gli archivi. Un archivio ordinato di analisi e documenti di conferimento rende immediata la risposta a una richiesta di controllo.