Cosa rientra nel codice EER 19.01.18, quali rifiuti della pirolisi sono non pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti della pirolisi, diversi da quelli di cui alla voce 19 01 17
Il codice EER 19.01.18 identifica i rifiuti della pirolisi diversi da quelli della voce 19.01.17*, cioè senza sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. La pirolisi è la decomposizione termica in assenza di ossigeno: i residui solidi, ricchi di carbonio, si chiamano char o biochar quando derivano da biomasse.
In pratica vi rientrano il char e le ceneri della pirolisi di scarti legnosi, di plastiche selezionate senza additivi pericolosi e di altri rifiuti puliti, e i residui solidi di impianti sperimentali o industriali, quando le analisi escludono contaminazioni oltre i limiti. Alcuni char hanno applicazioni in agricoltura o come combustibili. La qualità del char dipende dalla temperatura di pirolisi e dalla purezza dell’alimentazione.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.01 ed è la gemella non pericolosa della 19.01.17*. Il possibile reimpiego dipende dalla normativa su sottoprodotti e cessazione della qualifica di rifiuto.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione e il reimpiego richiedono analisi chimiche e test di cessione. Per un impianto di pirolisi di scarti selezionati, un gestionale RENTRI che affianchi ogni partita di char alle analisi di cessione aiuta a sostenere il codice e l’eventuale reimpiego.
Gli impianti che trattano materie pulite producono char di buona qualità, con possibili impieghi come combustibile o come ammendante. Le biomasse legnose producono un char povero di contaminanti, adatto a più usi.
Il char si raffredda, si caratterizza e si destina a recupero o a smaltimento secondo le analisi. Le analisi riguardano metalli, idrocarburi e altri parametri.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le partite di char e le analisi, e mostra con chiarezza quanto materiale sia stato destinato a recupero.
Alcuni operatori utilizzano il biochar come miglioratore del suolo, nel rispetto delle regole sui fertilizzanti. Il biochar migliora la ritenzione idrica e la struttura dei terreni, ma va usato con dosi controllate.
Il materiale si accetta dopo certificazione di qualità e si distribuisce con registrazione. La certificazione riguarda metalli, idrocarburi policiclici aromatici e altri parametri.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda agricola di documentare l’origine del materiale e le analisi di qualità, utili in caso di verifica sull’uso come miglioratore del suolo.
Il materiale non recuperabile va in discariche per rifiuti non pericolosi, in celle controllate. Il char che non rispetta i requisiti per un riuso va in discarica per non pericolosi, con la documentazione delle analisi di cessione.
Il materiale è leggero e polveroso, per cui in discarica si umidifica e si copre rapidamente, per ridurre la dispersione. Il personale di discarica effettua controlli visivi sul carico.
Un gestionale RENTRI permette al produttore di confrontare nel tempo le quantità avviate a riuso e quelle avviate a discarica.