EER 19.01.17*: rifiuti pirolisi pericolosi e RENTRI

19.01.17* · 2026-09-29 · 02:25:49

Codice EER 19.01.17*

rifiuti della pirolisi contenenti sostanze pericolose, classificazione e gestione con RENTRI

Il codice EER 19.01.17* copre i residui solidi della pirolisi di rifiuti quando contengono sostanze pericolose. Cosa sono, chi li produce e come tenerli tracciati in un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti della pirolisi, contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice EER 19.01.17* identifica i residui che restano dopo un processo di pirolisi applicato a rifiuti, quando in quei residui sono presenti sostanze pericolose. La pirolisi è una decomposizione termica condotta in assenza o in forte carenza di ossigeno: il materiale in ingresso non brucia, si scinde in una frazione gassosa, una liquida e una solida carboniosa, spesso chiamata char. È soprattutto questa frazione solida, insieme a polveri, incrostazioni e residui di pulizia del reattore, che viene inquadrata con il 19.01.17*.

Il codice sta nel capitolo 19 perché il rifiuto non nasce da un ciclo produttivo ordinario ma da un impianto che tratta rifiuti. Il sottogruppo 19.01 raccoglie quanto esce da incenerimento e pirolisi di rifiuti, e il 19.01.17* è la voce specchio del 19.01.18, che copre gli stessi residui quando privi di sostanze pericolose. La scelta tra le due voci dipende dalla caratterizzazione analitica: metalli pesanti concentrati nel char, idrocarburi policiclici aromatici, cloro organico, residui di additivi delle plastiche trattate.

L'asterisco indica rifiuto pericoloso. Sul piano operativo comporta deposito separato dai non pericolosi, etichettatura, tracciabilità documentale e conferimento a impianti autorizzati per quella classe di rifiuto. Il produttore resta responsabile della corretta classificazione, e la gestione rifiuti con RENTRI rende visibile ogni passaggio del residuo dal reattore al destino finale.

Impianto di pirolisi di plastiche miste

Gli impianti che trattano plastiche eterogenee non riciclabili meccanicamente, come imballaggi multistrato, scarti di selezione o plastiche da RAEE, producono un char che concentra tutto ciò che nel polimero non si volatilizza. Ritardanti di fiamma bromurati, stabilizzanti a base di piombo o cadmio, pigmenti metallici e cloro dal PVC finiscono nel residuo solido.

Quando le analisi confermano il superamento delle soglie per le caratteristiche di pericolo, il char, insieme alle polveri del ciclone e ai residui di raschiatura del reattore, viene classificato 19.01.17*. Ogni lotto va registrato con peso e destino, e un software per RENTRI aiuta a tenere allineati registro, FIR e giacenze di deposito.

Impianto di trattamento termico di pneumatici fuori uso

La pirolisi dei PFU produce olio, gas e un residuo solido detto carbon black recuperato, che spesso trova collocazione come materia prima. Non tutto il solido però ha caratteristiche idonee. Le frazioni fini, le ceneri con zinco e zolfo concentrati e i residui di pulizia periodica del reattore possono superare i limiti per la pericolosità.

In quel caso l'impianto attribuisce il codice 19.01.17* e separa il materiale dal carbon black destinato al recupero. La distinzione tra prodotto, rifiuto non pericoloso e rifiuto pericoloso va documentata analisi per analisi. Con un gestionale RENTRI la tracciabilità delle diverse uscite resta ordinata anche quando i codici cambiano da un lotto all'altro.

Impianto di pirolisi di fanghi di depurazione

Alcuni depuratori e piattaforme di trattamento fanghi adottano la pirolisi per ridurre volumi e stabilizzare la sostanza organica. Il residuo carbonioso che ne deriva conserva i metalli pesanti già presenti nel fango, tra cui rame, zinco, cromo, nichel e in alcuni casi mercurio, che si concentrano proprio perché la frazione organica è stata rimossa.

Se il char non rispetta i requisiti per un impiego agronomico o come materiale, diventa rifiuto e la caratterizzazione decide tra 19.01.18 e 19.01.17*. Per il gestore dell'impianto la gestione rifiuti con RENTRI significa avere un registro cronologico coerente con i certificati analitici e con i movimenti verso lo smaltitore autorizzato.

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