Cosa rientra nel codice EER 19.01.10*, perché il carbone attivo esaurito prodotto dal trattamento dei fumi è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
carbone attivo esaurito prodotto dal trattamento dei fumi
Il codice EER 19.01.10* identifica il carbone attivo esaurito prodotto dal trattamento dei fumi. Nei sistemi di depurazione degli inceneritori, il carbone attivo, in polvere o granulare, cattura mercurio, diossine, furani e altri microinquinanti organici. A saturazione, diventa un rifiuto carico di sostanze pericolose.
In pratica vi rientrano il carbone iniettato nei fumi e raccolto nei filtri a maniche, insieme ai residui di reazione, e il carbone dei filtri a letto fisso esauriti. Si tratta di quantità relativamente piccole, ma molto concentrate in inquinanti, che richiedono un trattamento specifico. Il carbone attivo cattura diossine, mercurio e composti organici, e per questo non va trattato come un carbone qualsiasi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.01. Si distingue dal carbone attivo esaurito di altri usi, come quello della voce 06.13.02*, e dai residui di filtrazione della 19.01.05*. Il carbone di impianti di depurazione di altri fluidi segue altri codici.
L’asterisco segnala la pericolosità: il carbone esausto può essere combustibile e autoriscaldante, perciò va stoccato in contenitori chiusi, lontano da fonti di calore, e consegnato a ditte autorizzate. Per un termovalorizzatore, un gestionale RENTRI che registri a parte il carbone esausto, con data e destinatario, aiuta a distinguerlo dagli altri residui del trattamento fumi.
Il carbone attivo dei sistemi di depurazione si raccoglie con i residui dei filtri. A fine ciclo è un rifiuto pericoloso da smaltire con cura. Il carbone si inietta nei fumi in modo continuo, e viene raccolto insieme alle ceneri.
Il carbone esausto si raccoglie in big bag o in silos e si invia a impianti autorizzati; un parte può essere incenerita di nuovo nello stesso impianto. Il carbone dei filtri a letto fisso si sostituisce periodicamente.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di carbone esausto per linea e per periodo.
Alcuni impianti rigenerano il carbone esausto con trattamenti termici, per restituirne le capacità di assorbimento, quando è tecnicamente possibile. La rigenerazione termica riscalda il carbone in assenza di ossigeno, per allontanare i composti trattenuti.
Ogni partita si accetta dopo caratterizzazione; i gas del processo si trattano con sistemi di abbattimento. I gas che si liberano si trattano con sistemi di abbattimento.
La gestione rifiuti con RENTRI aiuta l’impianto di rigenerazione a collegare ogni lotto al produttore e alla caratterizzazione.
Le discariche autorizzate ricevono il carbone dopo stabilizzazione in celle dedicate e con controlli sul percolato. Il carbone si stabilizza con leganti prima del conferimento. Il carbone che non si può rigenerare va in discarica per pericolosi, dopo una stabilizzazione con leganti. Il processo riduce la mobilità dei metalli e dei composti trattenuti, e si controlla con prove di cessione, che il gestore verifica prima di ammettere il carico in cella.
Le celle sono impermeabilizzate e il percolato viene controllato.
Un gestionale RENTRI consente al produttore di collegare ogni conferimento alla stabilizzazione eseguita.