Cosa rientra nel codice EER 19.01.15*, perché le polveri di caldaia contenenti sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
polveri di caldaia, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 19.01.15* identifica le polveri di caldaia contenenti sostanze pericolose. Nei termovalorizzatori, i fumi caldi attraversano una caldaia a recupero di calore, e le particelle trasportate si depositano sulle superfici di scambio, dalle quali si rimuovono con sistemi di pulizia. Sono polveri ricche di sali e di metalli.
In pratica vi rientrano le polveri e le incrostazioni raccolte sotto la caldaia, nei tubi e negli economizzatori degli impianti di incenerimento, in particolare di rifiuti pericolosi o sanitari. Hanno una composizione simile alle ceneri leggere, ma si raccolgono in un punto diverso del processo. Il contenuto di metalli volatili e di sali dipende dal rifiuto bruciato.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.01. Ha come voce gemella non pericolosa la 19.01.16. Si distingue dalle ceneri leggere delle voci 19.01.13* e 19.01.14. Le polveri di caldaia di combustione di sole biomasse ricadono nel capitolo 10.
L’asterisco segnala la pericolosità: le polveri vanno raccolte in sistemi chiusi e consegnate a impianti autorizzati, spesso insieme alle ceneri leggere. Per un termovalorizzatore, un gestionale RENTRI che registri a parte le polveri di caldaia e le ceneri leggere evita scambi di codice tra flussi molto vicini ma con voci diverse.
Le caldaie a recupero di calore si puliscono con regolarità, e le polveri raccolte contengono inquinanti concentrati. Le pulizie avvengono con sistemi a soffiatori o a percussione, a seconda del tipo di caldaia.
Le polveri si raccolgono in tramogge chiuse e si caricano su cisterne pneumatiche o in big bag per l’invio a trattamento. Le tramogge si svuotano con frequenza programmata.
Con un software per RENTRI l’impianto lega ogni pulizia della caldaia alla registrazione di uscita, e può osservare l’andamento delle polveri nel corso dell’anno.
Gli impianti di trattamento stabilizzano le polveri insieme ad altri residui di combustione, per ridurre la cessione degli inquinanti. I leganti idraulici e gli additivi bloccano i metalli in una matrice solida.
Il materiale trattato si controlla con prove di cessione, per verificare che i metalli e i sali non passino all’acqua oltre i limiti previsti.
Un gestionale RENTRI consente all’impianto di documentare per ogni lotto in ingresso il trattamento effettuato e la destinazione del prodotto stabilizzato.
Le discariche autorizzate ricevono le polveri trattate in celle dedicate, con impermeabilizzazione e controllo del percolato. Prima dell’ammissione, il gestore verifica che il materiale rispetti i criteri per le discariche di rifiuti pericolosi.
La messa in cella segue un piano di conferimento che prevede strati regolari e coperture, per limitare la dispersione delle polveri.
Registrare su RENTRI i conferimenti consente al produttore di dimostrare la corrispondenza tra analisi, codice e destinazione finale.