Cosa rientra nel codice EER 10.11.16, quando i rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi della fabbricazione del vetro non sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti prodotti dal trattamento di fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 15
Il codice EER 10.11.16 identifica i rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi della fabbricazione del vetro diversi da quelli della voce 10.11.15*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono residui solidi di sistemi di abbattimento di forni fusori che producono vetro comune.
In pratica vi rientrano le polveri dei filtri a maniche dei forni per vetro sodico-calcico, composte da solfato di sodio e da altri sali, i residui dei reattori a secco con sorbenti esausti e le polveri dei precipitatori. Spesso sono rimessi nel ciclo come materia prima, perché il solfato di sodio è un componente della miscela. I residui della depurazione dei fumi delle vetrerie comuni sono per lo più sali di sodio e di calcio, e quindi di norma non pericolosi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.11. È la gemella non pericolosa della 10.11.15* e la scelta tra le due voci dipende dalle analisi, che devono escludere le sostanze pericolose oltre le soglie.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche, perché un cambio di ricetta o di sorbente può modificare la composizione. Per una vetreria con filtri a maniche, un software per RENTRI che affianchi ogni ritiro di polvere alle analisi del periodo aiuta a sostenere il codice non pericoloso e a seguire la quota reimmessa nella miscela.
I forni per bottiglie e vasi in vetro sodico-calcico emettono fumi trattati con filtri a maniche. La polvere raccolta, quasi tutta solfato di sodio, ritorna nella miscela.
Il recupero della polvere nel ciclo riduce i consumi di materie prime e il rifiuto da smaltire; la parte eccedente si invia a recupero o a discarica autorizzata.
Con un gestionale RENTRI la vetreria registra le uscite di polvere per forno e per periodo, e confronta le quantità recuperate in azienda con quelle inviate fuori.
Le linee di vetro float e gli impianti di fibre producono residui di depurazione dei fumi in quantità rilevanti. Le analisi periodiche confermano che non contengono sostanze pericolose.
I residui si raccolgono in silos e si destinano a recupero come materia prima secondaria o a smaltimento autorizzato.
La gestione rifiuti con RENTRI consente allo stabilimento di vetro piano di tenere ordinati i ritiri dei silos e le analisi collegate a ciascuna campagna.
Alcuni impianti recuperano residui salini dei fumi per usi industriali, previa verifica delle caratteristiche chimiche. Il recupero dei sali richiede lavaggi e cristallizzazione, per ottenere prodotti di qualità industriale.
Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e analisi; il materiale si stocca in aree coperte e si lavora in impianti dotati di aspirazione.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero dei sali a collegare ogni lotto alla vetreria di origine e alle caratteristiche chimiche verificate.