Cosa rientra nel codice EER 10.11.03, cosa sono gli scarti di materiali in fibra a base di vetro e quali attività li producono, dall’isolamento ai compositi. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di materiali in fibra a base di vetro
Il codice EER 10.11.03 identifica gli scarti di materiali in fibra a base di vetro. Sono i residui della produzione e della lavorazione della lana di vetro, della fibra di vetro e dei prodotti isolanti e di rinforzo ottenuti da fibre vetrose: materiali fibrosi, leggeri, che si sfaldano e producono polveri irritanti.
In pratica vi rientrano i ritagli e gli sfridi di pannelli e rotoli di lana di vetro, i fili e i tessuti di fibra di vetro di scarto, i prodotti difettosi, i residui di taglio e di confezionamento e i materiali raccolti dai sistemi di aspirazione degli stabilimenti. Sono materiali non pericolosi, ma irritanti per pelle e vie respiratorie. Le fibre di vetro sono sottili e pungenti, e per questo gli scarti si chiudono in sacchi per evitare che si disperdano durante la movimentazione.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 10.11, dedicato ai rifiuti della fabbricazione del vetro e di prodotti di vetro, nel capitolo 10 dei processi termici. Non va confusa con i materiali isolanti di demolizione del capitolo 17 né con i rifiuti di vetro delle voci 10.11.11* e 10.11.12.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione dipende dai leganti e dai trattamenti, perché alcune fibre contengono resine o additivi classificati. Per uno stabilimento di isolanti o di compositi, un gestionale RENTRI che registri gli scarti di fibra in uscita, con peso e destinatario, aiuta a separare i ritagli puliti da quelli impregnati di resina.
Gli stabilimenti di lana di vetro producono ritagli di taglio dei bordi e dei rotoli, pannelli non conformi e polveri raccolte dagli aspiratori. Il materiale è leggero, voluminoso e irritante.
Gli scarti si raccolgono in big bag chiusi o si compattano, per ridurre il volume, e si destinano a recupero all’interno dello stabilimento o a impianti autorizzati.
Con un software per RENTRI lo stabilimento di lana di vetro registra i big bag di ritagli e di polveri in uscita per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota rimessa in produzione.
Le aziende che producono vasche, barche, pannelli e componenti in vetroresina producono ritagli di tessuto e di mat di vetro, e polveri di levigatura. Se impregnati di resina, hanno altri codici.
Gli scarti puliti si raccolgono in sacchi o big bag, separati dai materiali impregnati, e si consegnano a ditte autorizzate.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di vetroresina di tenere separati nei registri i ritagli puliti e quelli impregnati, con i ritiri collegati alle commesse di nautica o di vasche.
Le imprese che posano pannelli isolanti in lana di vetro producono ritagli e sfridi di cantiere. Il materiale, se pulito, è un rifiuto non pericoloso, ma richiede dispositivi di protezione.
I ritagli si raccolgono in sacchi chiusi, per evitare la dispersione di fibre, e si conferiscono a impianti autorizzati.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impresa che posa isolanti a registrare i sacchi di sfridi di cantiere conferiti, con la data, il luogo di produzione e l’impianto che li riceve.