Cosa rientra nel codice EER 07.02.13, che cosa si intende per rifiuti plastici della produzione di plastiche e quali attività li producono, dagli scarti di polimero ai granuli. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti plastici
Il codice EER 07.02.13 identifica i rifiuti plastici che si originano nella produzione, formulazione, fornitura e uso di plastiche. Sono gli scarti di polimero e di manufatti plastici generati nei processi industriali, non pericolosi, che non vanno confusi con gli imballaggi di plastica della raccolta urbana.
In pratica vi rientrano i granuli fuori specifica, gli sfridi di estrusione e di stampaggio non riutilizzabili, i grumi e le code di avviamento, i film di scarto, i prodotti difettosi e i residui solidi delle linee di produzione. Molti di questi materiali possono essere avviati a riciclo. Un granulo fuori specifica ha la stessa composizione di quello buono, ma non rientra nei parametri del cliente, ed è perciò uno scarto di processo.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.02, dedicato alla produzione di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali, nel capitolo 07 dei processi chimici organici. Va distinta dai rifiuti di plastica del capitolo 12 e dagli imballaggi in plastica del capitolo 15.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va verificata sulla base della composizione, perché alcuni additivi, come certi ritardanti di fiamma o stabilizzanti, possono rendere il materiale pericoloso. Per un produttore di polimeri, un trasformatore o un riciclatore, un software per RENTRI che registri i rifiuti plastici in uscita, con peso e destinatario, aiuta a distinguere quelli riciclati dagli scarti.
Gli impianti che producono polimeri e granuli scartano materiale fuori specifica durante gli avviamenti, i cambi di produzione e i controlli di qualità. Il materiale non conforme viene raccolto come rifiuto plastico non pericoloso.
Dove possibile, il materiale è reintrodotto nel ciclo o venduto come seconda scelta; le frazioni non recuperabili sono conferite a impianti di riciclo o di recupero energetico autorizzati.
Con un gestionale RENTRI il produttore di granuli registra le uscite di materiale fuori specifica per linea e per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota venduta come seconda scelta.
Estrusione, stampaggio a iniezione e soffiaggio producono sfridi, canali di colata e pezzi difettosi. Molti scarti sono rimacinati e reimmessi nel processo, ma una parte non è più recuperabile internamente.
I materiali si separano per tipo di polimero e colore, si raccolgono in big bag o in cassoni e si consegnano a riciclatori autorizzati, che ne ottengono nuove materie prime.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al trasformatore di plastica di collegare sfridi e canali di colata alle commesse, e di tenerli separati per polimero e colore.
Gli impianti di riciclo ricevono scarti industriali di vario tipo e li trasformano in granuli di plastica rigenerata. Una parte del materiale in ingresso risulta non idonea e diventa residuo.
Ogni partita viene accettata dopo controllo documentale e verifica visiva, poi selezionata, triturata, lavata e granulata; la tracciabilità dall’origine al prodotto finale è parte essenziale del recupero.
Un software per RENTRI aiuta il riciclatore a registrare ogni partita con il produttore e il polimero, e a collegare il granulo rigenerato ai lotti di scarto ricevuti.