Cosa rientra nel codice EER 07.02.12, quando i fanghi del trattamento in loco degli effluenti della produzione di plastiche e gomme non sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 11
Il codice EER 07.02.12 identifica i fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti della produzione di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali, diversi da quelli che contengono sostanze pericolose della voce 07.02.11*. Sono fanghi tipici di stabilimenti con un proprio depuratore, spesso prodotti in quantità importanti e a ritmo continuo.
Nelle lavorazioni di plastiche, gomme sintetiche e fibre i reflui nascono da lavaggi di reattori, torri di raffreddamento, impianti di polimerizzazione e filatura, e trascinano monomeri residui, oli, tensioattivi e solidi sospesi. Il depuratore li trasforma in fanghi chimico-fisici e biologici, che si ispessiscono e si disidratano prima di lasciare lo stabilimento.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.02. È la gemella non pericolosa della 07.02.11* e la scelta tra le due voci si fa sulla caratterizzazione analitica del fango, da aggiornare nel tempo e a ogni variazione del processo.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con le analisi, perché un cambio di ricetta può far comparire sostanze pericolose. Un monitoraggio periodico dei parametri più sensibili, come metalli e composti organici, serve a cogliere in tempo le derive. Per uno stabilimento di plastiche che smaltisce fanghi di continuo, registrare ogni ritiro su RENTRI con il codice 07.02.12 e l’esito dell’ultima analisi rende semplice dimostrare che la voce non pericolosa è sempre stata sostenuta da dati.
Il depuratore di uno stabilimento di plastiche produce fanghi biologici e chimico-fisici. I fanghi biologici derivano dalla degradazione della parte organica dei reflui, quelli chimico-fisici dalla precipitazione con coagulanti e flocculanti, e hanno caratteristiche diverse che conviene tenere distinte in fase di campionamento.
Dopo l’ispessimento e la disidratazione, in filtropressa o in centrifuga, il fango si raccoglie in cassoni o big bag coperti, per evitare che la pioggia ne aumenti volume e umidità, voci che pesano sul costo di smaltimento.
Per uno stabilimento con più linee e più depuratori, un software per RENTRI che registri ogni uscita di fango con codice, peso e impianto di destinazione aiuta a seguire nel tempo l’andamento dei costi.
I depuratori consortili che trattano reflui di aziende della plastica e della gomma producono fanghi che, in molti casi, restano al di sotto delle soglie di pericolo, ma richiedono monitoraggio attento. Il fango consortile è una miscela di apporti di più aziende, quindi la sua composizione dipende da chi scarica e da quanto: un solo conferimento anomalo può cambiare il quadro dell’intera vasca.
Il gestore ha interesse a fissare limiti e controlli sugli scarichi in ingresso, perché è lui, da produttore del fango, a rispondere della sua classificazione e del suo destino finale.
Un gestionale RENTRI che raccolga in un solo posto analisi, codici e uscite dei fanghi aiuta il consorzio a mostrare la propria tracciabilità ai soci e agli enti di controllo.
Chi lavora gomma e fibre con acque di processo poco inquinate spesso tratta i reflui in un piccolo impianto chimico-fisico, che genera pochi fanghi ma con un’alta frazione di acqua e di additivi.
La poca quantità non esonera dalla corretta classificazione: bastano pochi ritiri l’anno per dover tenere insieme analisi, codice, trasportatore e destinatario, e un errore sulla voce, pericolosa o non pericolosa, cambia tutto il percorso.
Per un’azienda con ritiri rari, la gestione rifiuti con RENTRI che ricorda i dati dell’ultimo conferimento evita di ripartire da zero a ogni ritiro.