Cosa rientra nel codice EER 07.02.01*, cosa sono le soluzioni acquose di lavaggio e le acque madri della produzione di plastiche, gomme e fibre e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
soluzioni acquose di lavaggio e acque madri
Il codice EER 07.02.01* identifica le soluzioni acquose di lavaggio e le acque madri della produzione, formulazione, fornitura e uso di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali. Sono liquidi a base d’acqua che hanno lavato polimeri, reattori e apparecchiature, oppure che restano dopo la coagulazione e la separazione del polimero.
In pratica vi rientrano le acque di lavaggio dei reattori di polimerizzazione, le acque madri di coagulazione del lattice, le fasi acquose di sospensione e di emulsione e i lavaggi di granuli e fibre. Contengono monomeri residui, tensioattivi, iniziatori e additivi che le rendono rifiuti pericolosi. Un lattice di polimerizzazione è un liquido bianco e denso, e le acque di lavaggio dei reattori ne conservano una parte sotto forma di particelle disperse.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 07.02, dedicato alla produzione di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali, nel capitolo 07 dei processi chimici organici. La stessa dicitura compare negli altri sottocapitoli della chimica organica: il codice indica il settore da cui proviene il rifiuto.
L’asterisco segnala la pericolosità: i liquidi vanno raccolti in serbatoi compatibili, non miscelati con rifiuti incompatibili e conferiti a impianti autorizzati al trattamento chimico-fisico o alla termodistruzione. Per un impianto di polimeri, un produttore di fibre o un compounder, un software per RENTRI che registri le acque in uscita, con volume e destinatario, aiuta a collegarle ai lotti di polimero lavati.
Gli impianti che producono polimeri in emulsione o in sospensione, come il PVC, il polistirene o le gomme sintetiche, scartano grandi volumi di acque madri dopo la coagulazione e la filtrazione del polimero. Queste acque trascinano monomeri residui, tensioattivi e altri additivi.
Le acque vengono raccolte in serbatoi, stripping dei monomeri se previsto, e inviate a trattamento chimico-fisico o biologico presso impianti autorizzati; i volumi sono rilevanti e dipendono dai cicli di campagna.
Con un gestionale RENTRI l’impianto di polimerizzazione registra le acque di lavaggio e di coagulazione per reattore, con volume e destinatario, e annota le fasi di stripping dei monomeri.
La produzione di fibre sintetiche e artificiali comporta bagni di coagulazione, lavaggi delle filiere e lavaggi dei filati. Le acque risultanti contengono solventi, sali e residui di polimero e vanno gestite come rifiuto pericoloso.
I bagni esausti sono raccolti per tipologia, dopo eventuale recupero dei solventi, e conferiti a impianti autorizzati; la composizione dipende dal processo e va caratterizzata con regolarità.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di fibre sintetiche di collegare i bagni esausti alle linee di filatura, e di conservare le caratterizzazioni richieste dall’impianto di destinazione.
Le aziende che miscelano compound e masterbatch lavano estrusori, filtri e vasche di raffreddamento. L’acqua di lavaggio si carica di additivi e residui polimerici e, in alcuni casi, di sostanze pericolose.
Le acque sono raccolte in cisterne, decantate per separare i solidi e avviate a depurazione esterna; in alcuni casi un impianto interno permette di ridurre i volumi di rifiuto.
Un software per RENTRI aiuta il compounder a registrare le acque di lavaggio degli estrusori e delle vasche di raffreddamento, con la data, il volume e la quota depurata in azienda.