16.01.19 · 2026-09-28 · 23:46:13
Il codice EER 16.01.19 raccoglie le plastiche smontate da veicoli fuori uso e dalla manutenzione: paraurti, plance, pannelli, serbatoi bonificati. Chi lo produce, come si classifica e come tenerlo tracciato con un software per RENTRI.
plastica
Il codice EER 16.01.19 identifica le parti in plastica rimosse dai veicoli fuori uso e dagli interventi di manutenzione: paraurti, plance, pannelli porta, passaruota, paraspruzzi, griglie, calotte degli specchietti, condotti dell'aria, canaline, clip e supporti. Sono componenti in polimeri diversi, in prevalenza PP, ABS, PA e PE, che arrivano allo smontaggio già separati dal metallo oppure vengono separati in officina con lo smontaggio manuale.
Il codice sta nel capitolo 16 perché il veicolo fuori uso non appartiene a un ciclo produttivo specifico e il catalogo ha raccolto in un capitolo residuale i rifiuti che non trovano posto altrove. Il sottogruppo 16.01 copre veicoli di ogni modo di trasporto, comprese le macchine mobili non stradali, e i rifiuti generati dal loro smantellamento e dalla loro manutenzione, con l'esclusione degli oli (capitolo 13), dei solventi (14), delle batterie (16.06) e dei catalizzatori (16.08).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. La condizione è che la plastica non sia impregnata di oli, carburanti o liquidi refrigeranti: un serbatoio svuotato e bonificato rientra nel 16.01.19, uno con residui di carburante va valutato con altri criteri. La classificazione resta una responsabilità di chi produce il rifiuto e va documentata.
Sul piano operativo il 16.01.19 genera flussi regolari in autodemolizione e officina, con carichi frequenti e pesi variabili. Un software per RENTRI aiuta a registrare movimenti e quantità nel momento in cui avvengono, senza ricostruire i dati a fine mese.
L'autodemolitore è il produttore tipico del 16.01.19. Dopo la messa in sicurezza del veicolo, con rimozione di batteria, oli, carburante e fluidi, lo smontaggio separa le parti in plastica dalla scocca: paraurti, fascioni, plancia, pannelli porta, passaruota, serbatoio, convogliatori del radiatore, gusci degli specchietti.
Una parte finisce nel ricambio usato, il resto viene accumulato per tipologia di polimero, quando possibile, e avviato al recupero. I volumi sono alti e discontinui, perché dipendono dal numero di veicoli lavorati nella settimana. Con un gestionale RENTRI l'impianto tiene distinti i carichi per codice e per area di deposito, e trova i dati pronti quando serve compilare il formulario.
La carrozzeria produce 16.01.19 con la sostituzione di parti danneggiate da urti: paraurti crepati, griglie, spoiler, calotte degli specchietti, modanature, passaruota, cornici dei fari. Sono pezzi che non vengono riparati perché il costo della manodopera supera quello del ricambio nuovo.
Il rifiuto è pulito, senza contaminazione da fluidi, e si accumula in modo prevedibile. Il problema è più organizzativo che tecnico: i pezzi sono ingombranti, occupano spazio in deposito e vanno pesati prima del ritiro. Un software per rentri permette di annotare ogni carico appena il pezzo viene smontato, così il registro rispecchia quello che c'è davvero nel cassone e non una stima fatta alla fine.
Il sottogruppo 16.01 comprende le macchine mobili non stradali, quindi anche escavatori, pale, sollevatori telescopici e macchine agricole. Le imprese che tengono un parco macchine con manutenzione interna generano 16.01.19 quando sostituiscono carter, coperture del motore, cofani in composito, serbatoi dell'AdBlue o del lavavetri, condotti di aspirazione, sedili e braccioli della cabina.
I quantitativi sono più bassi rispetto a un'officina auto, ma le parti sono grandi e pesanti. Il punto critico è la bonifica: un carter con residui di olio idraulico non è più plastica pulita. La gestione rifiuti con RENTRI in queste aziende passa dalla capacità di distinguere questi casi al momento del carico, prima che il pezzo finisca nel deposito sbagliato.