Codice EER 10.10.16: scarti di rilevatori di crepe

10.10.16 · 2026-09-28 · 20:25:38

Codice EER 10.10.16

scarti di rilevatori di crepe nelle fonderie di non ferrosi e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.10.16 identifica i residui di liquidi penetranti e altri rilevatori di crepe usati sui getti di metalli non ferrosi, quando non contengono sostanze pericolose. Cosa comprende, come si distingue dal 10 10 15* e come si tiene in ordine nella gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

scarti di rilevatori di crepe, diversi da quelli di cui alla voce 10 10 15

Inquadramento

La voce 10 10 16 raccoglie i residui dei prodotti impiegati per individuare cricche e difetti superficiali sui getti di metalli non ferrosi: liquidi penetranti, sviluppatori, rimuoventi, inchiostri magnetici e i materiali assorbenti che li hanno trattenuti. Il rifiuto non nasce dalla fusione in senso stretto ma dal controllo qualità che segue la colata, quando il pezzo viene ispezionato prima della sbavatura finale o della spedizione.

La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, dipende dal processo che li origina, cioè la fonderia. Il sottogruppo 10 10 riguarda la fusione di materiali non ferrosi: alluminio, rame e sue leghe, zinco, magnesio. Per la fusione dei ferrosi esiste la voce speculare nel sottogruppo 10 09.

Il codice è una voce a specchio. Il 10 10 15* copre gli scarti di rilevatori di crepe contenenti sostanze pericolose, il 10 10 16 tutto il resto. La scelta va fatta sulla base della composizione effettiva, partendo dalle schede di sicurezza dei prodotti usati e, se serve, da analisi. Molti penetranti recenti sono formulati a base acquosa e senza solventi classificati, ma rimuoventi a base di idrocarburi o residui metallici trattenuti negli assorbenti possono spostare la classificazione.

Per la tracciabilità il rifiuto segue il percorso ordinario dei non pericolosi. Chi lavora con un gestionale RENTRI trova utile associare al codice le schede tecniche dei prodotti, così la motivazione della scelta tra le due voci resta documentata e ripetibile a ogni carico.

Fonderia di alluminio per componenti automotive

Una fonderia che produce teste cilindri, carter e supporti in lega di alluminio controlla una quota dei getti con liquidi penetranti. Il pezzo viene sgrassato, spruzzato con il penetrante colorato o fluorescente, lasciato in attesa, pulito e infine coperto con lo sviluppatore che fa emergere le cricche. Ogni fase lascia residui: bombolette esaurite, stracci e carta imbevuti, acque di lavaggio della cabina, polvere di sviluppatore raccolta dai filtri. Quando i prodotti non contengono sostanze pericolose il tutto viene raccolto come 10 10 16.

Il flusso è continuo e ripetitivo, quindi conviene codificarlo una volta e gestirlo con un software per RENTRI che tenga insieme registro, formulari e schede di sicurezza dei prodotti in uso.

Fonderia di ottone e bronzo per valvolame e rubinetteria

Le fonderie di leghe di rame che lavorano per il settore idrotermosanitario cercano porosità e cricche su corpi valvola e raccordi, dove una perdita in esercizio non è accettabile. Il controllo avviene per lotti, spesso con penetranti a contrasto di colore applicati a pennello o per immersione in vasca. Dalla vasca escono bagni esausti, dal banco escono panni, assorbenti e fondi di sviluppatore.

Il rifiuto va tenuto separato dalle scorie e dalle terre di formatura, che hanno voci proprie nel sottogruppo 10 10. Nella gestione rifiuti con RENTRI ogni deposito ha il suo codice: mescolare i residui dei penetranti con altri scarti della fonderia rende impossibile classificarli correttamente e costringe a trattare tutto secondo la frazione peggiore.

Fonderia artistica del bronzo

Anche una fonderia artistica, che cola sculture e bassorilievi in bronzo con la tecnica della cera persa, verifica i getti prima della cesellatura e della patinatura. Le cricche da ritiro si nascondono negli spessori variabili delle forme e vengono individuate con kit di penetranti in bomboletta, di solito su pezzi singoli e non in serie. Le quantità di scarto sono modeste: qualche bomboletta, stracci, carta e un po' di sviluppatore in polvere raccolto dopo la pulizia.

Il volume ridotto non cambia la classificazione. Se i prodotti non contengono sostanze pericolose il codice resta 10 10 16, e un gestionale RENTRI dimensionato su una piccola realtà è sufficiente per tenere in ordine registro e movimentazioni.

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