10.10.03 · 2026-09-28 · 20:09:25
Il codice EER 10.10.03 classifica le scorie di fusione prodotte dalle fonderie di metalli non ferrosi. Origine del rifiuto, attività che lo generano e registrazione con un gestionale RENTRI.
scorie di fusione
Il codice EER 10.10.03 identifica le scorie di fusione generate dalla fusione di materiali non ferrosi. Si tratta della frazione che si separa dal bagno metallico durante la fusione di alluminio, rame, ottone, bronzo, zinco e relative leghe: ossidi, residui di fondenti e sali di copertura, inclusioni non metalliche e una quota di metallo intrappolato che il processo non riesce più a recuperare. In fonderia si parla spesso di schiumature o di scoria di forno, ma il catalogo usa un termine unico.
Il capitolo 10 raccoglie i rifiuti dei processi termici, cioè quelli che nascono quando un materiale viene portato ad alta temperatura per essere trasformato. Il sottogruppo 10 10 restringe il campo alle fonderie di metalli non ferrosi, distinte dal sottogruppo 10 09 dedicato ai ferrosi. La separazione ha una logica: composizione, comportamento e possibilità di recupero delle scorie cambiano in base al metallo lavorato.
Il 10.10.03 è una voce non pericolosa e quindi si scrive senza asterisco. Nel catalogo esiste però la voce specchio per le scorie di fusione contenenti sostanze pericolose. L'assenza dell'asterisco non si presume: dipende dalla caratterizzazione del rifiuto, che va ripetuta se cambiano leghe o fondenti.
Sul piano pratico le scorie vengono raccolte in cassoni dedicati dopo il raffreddamento e avviate a recupero del metallo o a smaltimento. Chi lavora con un software per rentri assegna il codice al momento della registrazione, evitando confusioni con le polveri di abbattimento o con le sabbie esauste, che hanno voci proprie.
Una fonderia che produce getti in lega di alluminio per il settore automotive o per la meccanica lavora con forni fusori a gas o a induzione. Durante la fusione l'alluminio si ossida in superficie e il fonditore aggiunge sali scorificanti per raccogliere ossidi e impurità. La schiumatura che viene asportata dal bagno prima della colata è la scoria di fusione.
Il quantitativo dipende dalla qualità della carica: rottame sporco o sfridi con olio producono più scoria del pane di lega vergine. Le scorie raccolte nei cassoni, una volta fredde, prendono il codice EER 10.10.03 quando la caratterizzazione conferma l'assenza di caratteristiche di pericolo. In un impianto che movimenta molte tonnellate al mese, un gestionale rentri con anagrafica codici preimpostata riduce gli errori di attribuzione.
Le fonderie artistiche realizzano sculture, campane e manufatti in bronzo con tecniche a cera persa o a terra. I volumi sono piccoli rispetto all'industria, ma il processo è lo stesso: la lega di rame e stagno viene fusa in crogiolo e, prima della colata, si toglie lo strato superficiale di ossidi, fondente e residui di carica.
Questa frazione, insieme a quanto resta sul fondo del crogiolo a fine giornata, costituisce la scoria di fusione classificata con il codice EER 10.10.03. Molti laboratori la conferiscono a recuperatori che estraggono il rame residuo. Anche una realtà di poche persone deve tenere ordine nella documentazione: la gestione rifiuti con rentri, se impostata bene, permette di registrare pochi movimenti all'anno senza perdere il filo tra scorie, refrattari e sabbie.
I produttori di rubinetteria, raccorderia e valvolame fondono ottone in forni a induzione per ottenere semilavorati o getti da lavorare poi alle macchine utensili. L'ottone contiene zinco, che tende a evaporare e riossidarsi, formando una scoria abbondante rispetto ad altre leghe. A questa si sommano i residui di fondenti e le impurità del ritorno di lavorazione, cioè trucioli e sfridi che rientrano in forno.
La scoria asportata dal bagno viene raffreddata e stoccata separatamente dalle polveri dei filtri e dai refrattari. Con la caratterizzazione favorevole prende il codice EER 10.10.03. Per uno stabilimento con più forni e conferimenti frequenti, un software per rentri collegato alla pesa aiuta a tenere allineati i quantitativi prodotti e quelli conferiti, codice per codice.