Cosa rientra nel codice EER 10.10.10, quando le polveri dei gas di combustione delle fonderie di materiali non ferrosi non sono pericolose e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
polveri di gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 09
Il codice EER 10.10.10 identifica le polveri dei gas di combustione delle fonderie di materiali non ferrosi diverse da quelle della voce 10.10.09*, cioè prive di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono le polveri trattenute dai filtri dei forni che fondono lingotti e leghe selezionate, composte da ossidi di alluminio, di rame e di zinco in tenori contenuti.
In pratica vi rientrano le polveri dei filtri a maniche e dei cicloni dei forni di fusione e di mantenimento che lavorano leghe pulite, con bassi tenori di piombo e di cadmio. I forni di fusione e di mantenimento producono meno polveri dei forni di prima fusione, ma i filtri vanno comunque controllati.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.10. È la gemella non pericolosa della 10.10.09* e la scelta tra le due voci dipende dalle analisi, che devono escludere le sostanze pericolose oltre le soglie.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche, perché un cambio di rottami può far comparire sostanze pericolose. Per una fonderia di metalli non ferrosi, un software per RENTRI che affianchi ogni ritiro di polveri alle analisi su piombo e cadmio aiuta a motivare il codice 10.10.10.
Le fonderie che lavorano lingotti e leghe selezionate producono nei filtri polveri di ossido relativamente pulite. Se le analisi confermano l’assenza di sostanze pericolose, sono rifiuti non pericolosi. Le polveri di alluminio sono in prevalenza ossidi, e se ben captate sono un rifiuto semplice da gestire.
Le polveri si raccolgono in big bag e si inviano a recupero, anche come materia prima in altri settori, o a smaltimento autorizzato. Il big bag si carica con cautela, perché la polvere di alluminio fine può risultare reattiva.
Con un gestionale RENTRI la fonderia registra le uscite di polvere per forno e per periodo, e le collega alle analisi.
Le fonderie di leghe di zinco emettono fumi con ossido di zinco in quantità moderata. Se i lingotti sono puliti, le polveri dei filtri sono non pericolose e riutilizzabili. La zama si fonde a temperature relativamente basse, ma i fumi portano comunque ossido di zinco.
Le polveri si raccolgono e si inviano a recuperatori dello zinco; l’analisi periodica conferma l’assenza di piombo e di cadmio oltre le soglie. Il recuperatore dello zinco chiede la composizione della polvere e può ritirare partite regolari a condizioni concordate.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla fonderia di tenere ordinati i ritiri e di mostrare l’assenza di piombo e di cadmio oltre soglia.
Gli impianti che recuperano metalli dalle polveri industriali ricevono polveri di fonderia non pericolose e le trattano per recuperare il metallo e gli ossidi. Il recupero riguarda il metallo e gli ossidi che si possono riportare in produzione. Il metallo recuperato torna in produzione, con vantaggi economici e ambientali.
Per le polveri non pericolose, l’impianto valuta il tenore di metallo e il costo di trattamento rispetto al prezzo del recuperato.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni lotto al produttore e all’analisi.