EER 10.10.11*: particolati pericolosi e gestione RENTRI

10.10.11* · 2026-09-28 · 20:18:55

Codice EER 10.10.11*

altri particolati pericolosi della fusione di non ferrosi e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.10.11* identifica i particolati contenenti sostanze pericolose generati nella fusione di metalli non ferrosi, fuori dalle polveri dei gas di combustione. Origine del rifiuto, criteri di classificazione, attività che lo producono e gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

altri particolati contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 10.10.11* raccoglie i particolati generati nella fusione di metalli non ferrosi che non rientrano nelle voci più specifiche del sottogruppo 10.10. La voce 10.10.09* copre le polveri dei gas di combustione catturate a valle dei forni; qui finiscono invece le polveri e i fini prodotti in altre fasi: distaffatura, sbavatura, molatura e granigliatura dei getti, recupero delle terre, pulizia di cappe e condotti di aspirazione nei reparti di finitura.

La collocazione nel capitolo 10 dipende dall'origine termica del processo. Il rifiuto nasce da un ciclo di fusione e colata, anche se la polvere in sé si forma spesso dopo, nelle lavorazioni meccaniche sul pezzo solidificato. Il sottogruppo 10.10 distingue i non ferrosi (alluminio, rame e sue leghe, zinco, piombo, magnesio) dai ferrosi del 10.09, che hanno voci speculari.

L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. La pericolosità va verificata sulla composizione: piombo negli ottoni e nei bronzi, cadmio, nichel, cromo, berillio in alcune leghe di rame, polveri di alluminio fine con problemi di reattività. Se l'analisi non evidenzia caratteristiche di pericolo si usa la voce speculare 10.10.12. La scelta tra le due voci incide su deposito temporaneo, trasporto e destino finale.

Per una fonderia il codice entra nei flussi tracciati con RENTRI. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati registro, formulari e certificati di analisi, soprattutto quando lo stesso reparto genera sia particolati pericolosi sia non pericolosi.

Fonderia di ottone e bronzo

Le fonderie che lavorano leghe di rame, in particolare ottoni al piombo per rubinetteria e valvolame, generano particolati fini in diverse fasi del ciclo. La distaffatura e il recupero delle terre producono polveri con residui metallici; la sbavatura e la molatura dei getti rilasciano fini ricchi di rame, zinco e piombo, raccolti dagli impianti di aspirazione a maniche o a cartucce.

Il piombo, presente con tenori anche superiori al 2 per cento in alcune leghe, è il parametro che di norma porta alla classificazione come pericoloso e quindi al codice 10.10.11*. Le polveri vengono raccolte in big bag chiusi, etichettate e avviate a impianti autorizzati. L'analisi periodica sostiene la scelta del codice e va conservata insieme alle registrazioni del gestionale RENTRI.

Fonderia di alluminio e pressofusione

Nelle fonderie di alluminio, in pressofusione, in conchiglia o in sabbia, i particolati si formano soprattutto nella finitura dei getti: tranciatura delle materozze, sbavatura, granigliatura, smerigliatura. Le polveri di alluminio fine hanno problemi propri di reattività e infiammabilità e possono trascinare residui di distaccanti, sali di scorifica o metalli di lega come rame e zinco.

La distinzione tra 10.10.11* e 10.10.12 dipende dagli esiti analitici e dalla valutazione delle caratteristiche di pericolo. Molte aziende gestiscono i due codici in parallelo, per reparto o per lega. In questi casi un software per RENTRI con anagrafiche separate per linea produttiva riduce gli errori nell'attribuzione del codice e nei movimenti di carico e scarico.

Fonderia artistica e microfusione

Le fonderie artistiche e i laboratori di microfusione a cera persa lavorano bronzo, ottone, argento e leghe speciali su piccoli lotti. Anche in queste realtà si producono particolati pericolosi: polveri di sgusciatura dei gusci ceramici contaminate dal metallo, fini di sabbiatura e molatura dei getti, residui di pulizia delle cappe.

I quantitativi sono ridotti rispetto a una fonderia industriale, ma la classificazione segue gli stessi criteri e il codice 10.10.11* si applica quando la composizione lo richiede, tipicamente per il piombo dei bronzi tradizionali. La gestione rifiuti con RENTRI in un laboratorio piccolo passa comunque da registro e formulari; uno strumento semplice evita di perdere traccia di conferimenti sporadici.

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