10.09.13* · 2026-09-28 · 20:03:49
Il codice EER 10.09.13* copre gli scarti di leganti contenenti sostanze pericolose generati nella fusione dei materiali ferrosi. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo in ordine con un software per RENTRI.
scarti di leganti contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 10.09.13* identifica gli scarti di leganti che contengono sostanze pericolose e che derivano dalla fusione di materiali ferrosi. Il legante è il componente che tiene insieme i grani di sabbia nelle forme e nelle anime: resine fenoliche, furaniche, uretaniche, silicati con catalizzatori e indurenti. Quando queste miscele avanzano, scadono, si induriscono nel contenitore o restano nei circuiti degli impianti di miscelazione, diventano un rifiuto a sé, distinto dalle terre esauste e dalle polveri.
Il capitolo 10 raccoglie i rifiuti dei processi termici e il sottogruppo 10.09 quelli della fusione dei ferrosi, cioè ghisa e acciaio per getti. La collocazione dipende dal ciclo che genera lo scarto, non dalla natura chimica del prodotto: lo stesso legante, buttato da una falegnameria, prenderebbe un altro codice.
L'asterisco segnala la pericolosità. Le resine da fonderia contengono spesso fenolo, formaldeide, isocianati o solventi in concentrazioni tali da far scattare le caratteristiche HP, e per questo il catalogo prevede la voce speculare 10.09.14 per gli scarti che non superano le soglie. La scelta fra le due va documentata con schede di sicurezza e, quando serve, con analisi.
Per chi gestisce questo flusso con un gestionale RENTRI, il 10.09.13* va tenuto separato dai leganti non pericolosi e dalle terre, con registrazioni coerenti fra deposito, formulario e registro di carico e scarico.
Una fonderia di ghisa che produce getti in forma a verde e in sabbia-resina usa ogni giorno resine furaniche o fenoliche con relativo catalizzatore. Gli scarti nascono dai fondi dei fusti, dai lotti scaduti, dalle miscele indurite nelle vasche dei mescolatori continui e dai residui di pulizia delle linee di dosaggio.
Sono materiali che non si possono rimettere in ciclo e che restano contaminati da fenolo, formaldeide o acidi solfonici. La fonderia li raccoglie in contenitori dedicati, separati dalle terre esauste 10.09.07* o 10.09.08, e li registra come 10.09.13*. Un software per RENTRI aiuta a tenere allineati i quantitativi in deposito temporaneo con i formulari emessi verso l'impianto di destino.
Le fonderie di acciaio lavorano a temperature più alte e adottano spesso leganti al silicato di sodio indurito con CO2 o esteri, oppure sistemi cold box a base uretanica con ammina come catalizzatore. Gli scarti di legante compaiono quando cambiano le ricette, quando un fusto di isocianato reagisce con l'umidità e polimerizza, o quando si smontano e si bonificano gli impianti di miscelazione.
In presenza di isocianati residui, ammine e solventi aromatici il rifiuto rientra nel 10.09.13*. La gestione rifiuti con RENTRI richiede una descrizione del rifiuto coerente con la scheda di sicurezza del prodotto originario, perché è da lì che discende l'attribuzione delle caratteristiche di pericolo.
Le animisterie producono anime in sabbia per conto delle fonderie di ghisa e acciaio, senza fondere metallo. Il rifiuto in genere resta nel sottogruppo 10.09, perché il ciclo di riferimento è quello della fusione dei ferrosi e i leganti sono gli stessi: cold box, hot box, shell con resine fenoliche novolacche.
In questi reparti il consumo di resina per tonnellata di sabbia è elevato e gli scarti sono frequenti, tra campionature, lotti fuori specifica, residui nelle tramogge e materiale raschiato dalle macchine spara-anime durante la manutenzione. Con più clienti e più formulazioni, un gestionale RENTRI che tenga distinti i codici per linea di produzione evita di accorpare per errore leganti pericolosi e non pericolosi.