Cosa rientra nel codice EER 16.01.15, quando i liquidi antigelo non contengono sostanze pericolose e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 14
Il codice EER 16.01.15 identifica i liquidi antigelo diversi da quelli della voce 16.01.14*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono fluidi refrigeranti a base di glicole propilenico, meno tossico, o di formulazioni organiche prive di composti classificati, oppure liquidi già diluiti sotto le soglie.
In pratica vi rientrano gli antigelo a base di glicole propilenico usati in impianti alimentari e in alcuni sistemi di riscaldamento e raffreddamento, i liquidi refrigeranti organici di nuova generazione e le miscele diluite di antigelo in cui le sostanze pericolose sono sotto le soglie. La classificazione si fonda sulla scheda di sicurezza e sulle analisi. Il glicole propilenico è meno tossico di quello etilenico, ed è usato nei circuiti dove un contatto con alimenti è possibile.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.01. È la gemella non pericolosa della 16.01.14*. La scelta tra le due voci richiede cautela, perché l’uso nei circuiti di motori carica il liquido di metalli e di prodotti di degradazione che possono renderlo pericoloso.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con la scheda del prodotto e, quando serve, con analisi. Per installatori e industrie, un gestionale RENTRI che registri a parte il liquido antigelo non pericoloso, con data e destinatario, aiuta a distinguerlo dalla voce con asterisco.
Gli impianti alimentari, di climatizzazione e di pompe di calore con miscele a base di glicole propilenico sostituiscono periodicamente il fluido. Quando le analisi escludono le sostanze pericolose, è un rifiuto non pericoloso.
Il fluido si scarica a freddo in contenitori idonei e si consegna a ditte autorizzate alla rigenerazione o al trattamento.
Con un software per RENTRI l’impianto registra i ritiri di fluido per circuito, e conserva la scheda del prodotto accanto a ogni consegna.
Gli impianti solari termici e i circuiti di riscaldamento con antigelo producono, alla manutenzione, il fluido esausto. L’installatore o il manutentore ha il compito di raccoglierlo.
Il fluido si raccoglie in taniche e si consegna a ditte autorizzate; la scheda del prodotto indica la classificazione. La scheda del prodotto indica la composizione e il grado di pericolo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’installatore di collegare ogni ritiro all’impianto termico da cui il fluido è stato prelevato.
Alcune officine e industrie hanno adottato liquidi refrigeranti di nuova generazione a basso impatto. A fine vita, il liquido va comunque smaltito correttamente.
Il liquido si raccoglie in contenitori dedicati e si consegna a ditte autorizzate; la verifica analitica conferma la classificazione. Il liquido refrigerante si rigenera per distillazione, quando è sufficientemente pulito.
Un gestionale RENTRI aiuta l’industria a registrare i cambi di fluido refrigerante e a conservare le analisi di classificazione.