Cosa rientra nel codice EER 10.10.03, cosa sono le scorie di fusione delle fonderie di alluminio, ottone e altre leghe non ferrose e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scorie di fusione
Il codice EER 10.10.03 identifica le scorie di fusione delle fonderie di materiali non ferrosi. Quando alluminio, ottone, bronzo, zama o altre leghe vengono fusi nei forni di una fonderia che produce getti, le impurità del metallo, i fondenti e le ossidazioni formano una massa che sale in superficie e viene tolta prima della colata: è la scoria.
In pratica vi rientrano le scorie dei forni di fusione e di mantenimento delle fonderie di getti in alluminio, in ottone e in bronzo, le croste di ossido, i residui di raschiatura dei crogioli e i fondi dei forni. Sono materiali a base di ossidi, con quantità variabili di metallo, che vengono spesso ritrattati per recuperarlo. Le scorie di alluminio sono spesso ricche di metallo, e il recupero è la prima scelta, prima dello smaltimento.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 10.10, dedicato ai rifiuti della fusione di materiali non ferrosi, nel capitolo 10 dei processi termici. Va distinta dalle scorie della metallurgia primaria e secondaria, che hanno le voci dei sottocapitoli 10.03, 10.06 e simili, perché qui si tratta di fonderie che producono getti.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione dipende dall’analisi e dalla reattività, perché le scorie dell’alluminio e del magnesio possono liberare gas a contatto con l’acqua. Per una fonderia di alluminio, un gestionale RENTRI che registri le uscite di scorie per periodo e per recuperatore aiuta a collegare le quote recuperate alla resa di metallo.
Le fonderie di alluminio producono scorie a ogni turno, rimosse dai forni di mantenimento prima della colata. La scoria si forma sul bagno e si rimuove con mestoli o con macchine apposite, ancora calda e ricca di metallo.
Le scorie si raccolgono in contenitori metallici asciutti, si inviano a impianti di recupero dell’alluminio e, se non utilizzabili, a smaltimento autorizzato; l’umidità va evitata.
Con un software per RENTRI la fonderia registra le scorie per turno e per destinatario, e confronta le quantità di periodi diversi.
Le fonderie di ottone, tipiche di diversi distretti industriali italiani, producono scorie dalla fusione di rottami e lingotti, con contenuto di rame e zinco. Le scorie di ottone contengono zinco e rame, e hanno un valore per il recupero del metallo contenuto.
Le scorie si raccolgono a freddo, si stoccano in cassoni coperti e si consegnano a recuperatori del metallo contenuto o a ditte autorizzate.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla fonderia di collegare ogni ritiro alla campagna di colata.
Gli impianti che ritirano scorie di fonderie non ferrose le frantumano e le vagliano per recuperare il metallo e ottenere frazioni utilizzabili in altri settori. Il recupero separa il metallo dagli ossidi con frantumazione e con vagliatura, e restituisce alla fonderia il metallo da rifondere.
La frazione non metallica, ricca di ossidi, trova impiego come inerte o come materia prima in altri settori.
Un software per RENTRI aiuta il recuperatore a registrare le scorie ricevute per fonderia e la resa di metallo.