Cosa rientra nel codice EER 19.08.12, quali fanghi del trattamento biologico di acque reflue industriali sono non pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento biologico di acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 11
Il codice EER 19.08.12 identifica i fanghi prodotti dal trattamento biologico di acque reflue industriali, diversi da quelli della voce 19.08.11*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Si formano nei depuratori biologici di industrie come quelle alimentari, delle bevande, della carta e del tessile, dove la sostanza organica è la componente principale.
In pratica vi rientrano i fanghi di depuratori di caseifici, birrifici, zuccherifici, macelli, cartiere e industrie conserviere. Sono fanghi ricchi di sostanza organica, azoto e fosforo, adatti, quando conformi, al compostaggio, alla digestione anaerobica o all’uso agronomico. La stagionalità tipica di molte filiere agroalimentari si riflette nelle quantità di fango.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.08 ed è la gemella non pericolosa della 19.08.11*. Se i fanghi derivano dall’industria agroalimentare, possono avere percorsi di recupero dedicati.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione e l’idoneità al recupero richiedono analisi chimiche e microbiologiche. Per uno stabilimento alimentare con depuratore proprio, un gestionale RENTRI che affianchi alle uscite di fango le analisi agronomiche e microbiologiche rende più facile scegliere tra recupero e smaltimento.
Gli stabilimenti con un depuratore biologico producono fanghi di buona qualità, che si disidratano prima del ritiro. La produzione segue le campagne, come la vendemmia o la raccolta delle barbabietole.
I fanghi si inviano a compostaggio, a digestione anaerobica o a utilizzo agricolo, nel rispetto delle norme. Il fango disidratato si stocca in aree impermeabili.
Con un software per RENTRI lo stabilimento registra ogni ritiro di fango con la destinazione, e controlla la stagionalità della produzione, tipica di molte filiere agroalimentari.
Gli impianti usano i fanghi non pericolosi come materia prima, insieme ad altri scarti organici. L’impianto dosa i fanghi con matrici strutturanti, come ramaglie o paglia. Gli impianti verificano che la miscela non contenga sostanze inibitrici per i processi biologici.
Ogni partita si accetta dopo analisi e controllo documentale. Ogni partita si controlla per umidità e odori.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di compostaggio a registrare ogni fango ricevuto con origine, analisi e quantità, e a rispettare le miscele autorizzate.
I fanghi idonei si utilizzano in agricoltura; gli altri vanno a discarica. La distribuzione richiede un piano e una gestione dei periodi, con attenzione alle colture e alle condizioni meteorologiche, e va preceduta da analisi sul suolo e sul fango. Il terreno agricolo riceve il fango solo dopo valutazione della sua idoneità.
Ogni utilizzo si registra con analisi e documentazione di accompagnamento.
La gestione rifiuti con RENTRI semplifica la registrazione di ogni spandimento in agricoltura, con riferimento al terreno e alle analisi.