Cosa rientra nel codice EER 17.04.06, quale stagno di cantiere è rifiuto non pericoloso e quali attività lo producono, da idraulici a elettricisti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
stagno
Il codice EER 17.04.06 identifica lo stagno proveniente da costruzioni e demolizioni. È un metallo poco presente nei cantieri in forma pura, ma si trova nelle leghe per saldatura, nelle lamine, nei rivestimenti di tubi e in alcuni elementi decorativi, in quantità limitate.
In pratica vi rientrano le saldature a stagno degli impianti idraulici ed elettrici, i residui di fili e barre di lega, le lamine usate come rivestimento e i piccoli manufatti. Le quantità sono contenute, ma il metallo ha un valore di recupero apprezzabile. Lo stagno è spesso in lega con rame, piombo o argento, e la lega decide il valore e la destinazione del materiale.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 17.04. Si distingue dai metalli misti della voce 17.04.07 e dai rifiuti di leghe stagno-piombo da elettronica, che hanno altre voci. Le saldature con piombo vanno valutate. In presenza di piombo in quantità rilevante, il rifiuto va valutato come pericoloso.
Il codice non porta asterisco, ma lo stagno va raccolto separatamente per mantenere il valore. Per un’impresa che raccoglie piccole partite di metalli non ferrosi, un gestionale RENTRI che registri a parte lo stagno e le saldature con piombo aiuta a evitare errori di codice.
Chi salda tubi e collegamenti produce residui di lega di stagno, in piccole quantità che si accumulano nel tempo. Le saldature moderne senza piombo sono più comuni di quelle vecchie. Gli idraulici lavorano spesso su impianti vecchi, in cui si trovano leghe di tipo diverso.
I residui si raccolgono in un contenitore dedicato e si consegnano a recuperatori di metalli non ferrosi. Le leghe con piombo si tengono separate.
Con un software per RENTRI l’installatore registra i pochi ritiri periodici di saldature e conserva il riferimento del recuperatore.
I restauri di strutture storiche con elementi in lega di stagno producono scarti da avviare a recupero. Nelle lavorazioni artigianali si recuperano anche le colature e gli sfridi, che si fondono di nuovo quando la lega è nota.
I materiali si separano per lega e si consegnano a fonderie o a centri autorizzati. Il valore dipende dalla purezza. Una lega pulita ha più valore.
Un gestionale RENTRI permette all’artigiano di registrare i ritiri del recuperatore con peso e prezzo, e di avere un archivio in regola.
I centri di raccolta ritirano piccole partite di stagno e le inviano a fonderie specializzate nel recupero. Il centro lavora con più tipi di metalli non ferrosi. Le partite di stagno sono piccole, ma il metallo ha un buon valore di mercato.
Il centro pesa e classifica i metalli per lega, e conserva il materiale in cassoni separati, per non mescolare lo stagno con ottone o bronzo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al centro di registrare ingressi e uscite con pesatura e di mostrare il bilancio dei metalli ritirati.