Cosa rientra nel codice EER 17.04.10*, perché i cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose
Il codice EER 17.04.10* identifica i cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose. Sono cavi elettrici o telefonici più vecchi, la cui carta isolante è impregnata di olio minerale o di composti bituminosi per garantire l’isolamento, oppure con guaine che contengono sostanze pericolose.
In pratica vi rientrano i cavi interrati in carta impregnata d’olio delle reti di media e bassa tensione, i cavi telefonici riempiti di gel o di sostanze oleose, i cavi con guaine catramate e quelli con isolanti contenenti PCB. Si recuperano durante la sostituzione delle reti e la dismissione di impianti. Le carte impregnate di olio isolavano i cavi interrati a media e alta tensione, e il liquido può gocciolare durante il recupero.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 17.04. Ha come voce gemella non pericolosa la 17.04.11, per i cavi comuni. Si distingue dai cavi dei RAEE, che seguono altri codici. Il rame resta recuperabile dopo trattamento.
L’asterisco segnala la pericolosità: i cavi non vanno bruciati per recuperare il rame e vanno consegnati a ditte autorizzate. Per un gestore di reti, un software per RENTRI che registri a parte i cavi pericolosi, con tratta e destinatario, aiuta a distinguerli dai cavi comuni della voce gemella.
La sostituzione di vecchie reti interrate produce cavi con isolamento in carta impregnata di olio, in lunghe tratte da recuperare. Le tratte da recuperare sono lunghe e pesanti, e richiedono mezzi di sollevamento e pianificazione.
I cavi si recuperano con attenzione per evitare perdite, si avvolgono su bobine e si inviano a impianti di trattamento autorizzati. Le bobine si identificano con la tratta di provenienza.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra i cavi recuperati per tratta e per bobina, e conserva le analisi sul tipo di isolante.
Chi apre scavi per nuove reti incontra vecchi cavi dismessi, non sempre segnalati sulle mappe, da rimuovere e smaltire. Le mappe dei sottoservizi non sono sempre complete, e un cavo inatteso può cambiare il programma di scavo.
I cavi si separano da altri materiali di scavo e si consegnano a ditte autorizzate, con documentazione di provenienza. I cavi rimossi si consegnano subito, per non lasciare olio nel cantiere.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa di documentare il ritrovamento e il destino dei cavi trovati in cantiere.
Gli impianti specializzati trattano i cavi con processi che separano l’isolante dal rame, recuperando il metallo e smaltendo la parte contaminata. Il trattamento comprende la triturazione, la separazione del rame, la raccolta degli oli di impregnazione e la gestione dei vapori emessi.
Ogni partita si accetta dopo caratterizzazione; i processi avvengono con sistemi di captazione delle emissioni.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni bobina ricevuta al gestore e alla caratterizzazione.