EER 17.04.10*: cavi impregnati di olio e catrame, RENTRI

17.04.10* · 2026-09-29 · 01:25:49

Codice EER 17.04.10* cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose

Cavi con isolamento impregnato di olio o catrame, da vecchie reti, e RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 17.04.10*, perché i cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice EER 17.04.10* identifica i cavi impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose. Sono cavi elettrici o telefonici più vecchi, la cui carta isolante è impregnata di olio minerale o di composti bituminosi per garantire l’isolamento, oppure con guaine che contengono sostanze pericolose.

In pratica vi rientrano i cavi interrati in carta impregnata d’olio delle reti di media e bassa tensione, i cavi telefonici riempiti di gel o di sostanze oleose, i cavi con guaine catramate e quelli con isolanti contenenti PCB. Si recuperano durante la sostituzione delle reti e la dismissione di impianti. Le carte impregnate di olio isolavano i cavi interrati a media e alta tensione, e il liquido può gocciolare durante il recupero.

Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 17.04. Ha come voce gemella non pericolosa la 17.04.11, per i cavi comuni. Si distingue dai cavi dei RAEE, che seguono altri codici. Il rame resta recuperabile dopo trattamento.

L’asterisco segnala la pericolosità: i cavi non vanno bruciati per recuperare il rame e vanno consegnati a ditte autorizzate. Per un gestore di reti, un software per RENTRI che registri a parte i cavi pericolosi, con tratta e destinatario, aiuta a distinguerli dai cavi comuni della voce gemella.

Gestore di reti elettriche e telefoniche

La sostituzione di vecchie reti interrate produce cavi con isolamento in carta impregnata di olio, in lunghe tratte da recuperare. Le tratte da recuperare sono lunghe e pesanti, e richiedono mezzi di sollevamento e pianificazione.

I cavi si recuperano con attenzione per evitare perdite, si avvolgono su bobine e si inviano a impianti di trattamento autorizzati. Le bobine si identificano con la tratta di provenienza.

Con un gestionale RENTRI il gestore registra i cavi recuperati per tratta e per bobina, e conserva le analisi sul tipo di isolante.

Impresa di scavi e di posa di reti

Chi apre scavi per nuove reti incontra vecchi cavi dismessi, non sempre segnalati sulle mappe, da rimuovere e smaltire. Le mappe dei sottoservizi non sono sempre complete, e un cavo inatteso può cambiare il programma di scavo.

I cavi si separano da altri materiali di scavo e si consegnano a ditte autorizzate, con documentazione di provenienza. I cavi rimossi si consegnano subito, per non lasciare olio nel cantiere.

La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa di documentare il ritrovamento e il destino dei cavi trovati in cantiere.

Impianto di trattamento dei cavi

Gli impianti specializzati trattano i cavi con processi che separano l’isolante dal rame, recuperando il metallo e smaltendo la parte contaminata. Il trattamento comprende la triturazione, la separazione del rame, la raccolta degli oli di impregnazione e la gestione dei vapori emessi.

Ogni partita si accetta dopo caratterizzazione; i processi avvengono con sistemi di captazione delle emissioni.

Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni bobina ricevuta al gestore e alla caratterizzazione.

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