05.01.07* · 2026-09-28 · 13:35:42
Il codice EER 05.01.07* identifica i catrami acidi della raffinazione del petrolio, rifiuto pericoloso in via assoluta. Cosa sono, dove si formano e come registrarli in un software per RENTRI.
catrami acidi
I catrami acidi sono residui densi, scuri e fortemente acidi che si formano quando frazioni petrolifere vengono trattate con acido solforico o oleum per rimuovere composti insaturi, aromatici, zolfo e azoto. L'acido reagisce con le impurezze e forma una massa viscosa che si separa dal prodotto e che trattiene acido libero, solfonati, idrocarburi pesanti e acqua.
Il codice 05.01.07* sta nel capitolo 05 e nel sottogruppo 05.01 perché il rifiuto nasce dentro il ciclo di raffinazione, nelle fasi di finitura degli oli e dei distillati. Non va confuso con i fanghi acidi di altri processi chimici, che hanno voci proprie nei capitoli 06 e 07.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in via assoluta: la voce non ha una corrispondente non pericolosa, quindi l'attribuzione del codice non dipende dal superamento di soglie di concentrazione. La pericolosità incide sulla caratterizzazione per lo smaltimento, sull'etichettatura in deposito e sulla scelta dell'impianto di destinazione, in genere trattamento chimico fisico o termico previa neutralizzazione.
Sul piano documentale il codice 05.01.07* compare nelle registrazioni di carico e scarico e nei formulari. Chi lavora con un software per RENTRI trova la voce a catalogo e la abbina a stato fisico, caratteristiche di pericolo HP e operazione di destino, così la gestione rifiuti con RENTRI resta coerente con quanto avviene in impianto.
Nelle raffinerie il trattamento con acido solforico è stato per decenni il metodo per rifinire oli lubrificanti, cherosene e paraffine. L'acido rimuove aromatici, resine e composti solforati e forma un catrame che decanta sul fondo dei reattori.
Oggi il processo è in larga parte sostituito dall'idrofinitura, ma restano linee dedicate e soprattutto serbatoi e lagune storiche in cui il catrame acido è stato accumulato. Durante svuotamenti di serbatoi, bonifiche di aree interne o manutenzioni straordinarie il materiale estratto prende il codice 05.01.07*. Anche l'alchilazione con acido solforico genera acido esausto che, quando è carico di polimeri pesanti, presenta caratteristiche analoghe.
In un gestionale RENTRI la voce va registrata con quantità e stato fisico, che spesso è fangoso o semisolido.
Gli impianti che rigenerano oli lubrificanti esausti hanno utilizzato a lungo il processo acido-argilla: l'olio disidratato viene contattato con acido solforico concentrato, che aggrega additivi degradati, metalli e prodotti di ossidazione in un fango acido separabile per decantazione.
Il fango, denso e corrosivo, corrisponde al codice 05.01.07* perché la rigenerazione è assimilata alla raffinazione di frazioni petrolifere. Le tecnologie attuali privilegiano distillazione sotto vuoto e idrotrattamento, ma alcuni impianti mantengono uno stadio acido di finitura oppure devono smaltire scorte residue dei vecchi cicli.
Il rifiuto richiede contenitori resistenti agli acidi e un deposito controllato. Chi tiene la contabilità con un software per RENTRI abbina il codice all'operazione di smaltimento indicata dall'impianto di destino.
Oli bianchi per uso farmaceutico, cosmetico e alimentare, paraffine e vaseline richiedono un grado di purezza che i processi convenzionali non sempre raggiungono. Per questo alcuni produttori applicano ancora trattamenti con oleum o acido solforico fumante in più stadi, seguiti da neutralizzazione e sbiancamento con terre.
Ogni stadio acido lascia un catrame nero, viscoso, con acido libero e composti solfonati, che viene separato e stoccato prima dell'avvio a smaltimento. Il rifiuto è classificato 05.01.07* perché il materiale di partenza è una frazione petrolifera in raffinazione.
Le quantità sono inferiori a quelle di una raffineria, ma la periodicità delle campagne produttive rende utile una gestione rifiuti con RENTRI ordinata, con registrazioni allineate ai lotti di lavorazione.