EER 05.01.12* acidi contenenti oli: gestione con RENTRI

05.01.12* · 2026-09-28 · 13:42:12

Codice EER 05.01.12*

cosa comprende e come gestirlo con RENTRI

Il codice EER 05.01.12* identifica gli acidi contenenti oli prodotti nel ciclo di raffinazione del petrolio. Cosa rientra nella voce, quali attività lo generano e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

acidi contenenti oli

Inquadramento

La voce 05.01.12* raccoglie le fasi acide che escono dai processi di raffinazione portandosi dietro una quota di idrocarburi. Il caso tipico è l'acido solforico esausto delle unità di alchilazione, ma rientrano anche gli acidi di lavaggio dei distillati e quelli impiegati nella finitura di oli lubrificanti e paraffine. Il rifiuto è liquido o semiliquido, ha pH molto basso e trascina oli emulsionati o in fase separata.

Il codice sta nel capitolo 05 perché il rifiuto nasce dentro la raffineria, non da un uso successivo del prodotto. Il sottogruppo 05.01 elenca gli scarti tipici del ciclo di raffinazione e distingue le frazioni acide per consistenza: 05.01.04* copre i fanghi acidi di alchilazione, 05.01.07* i catrami acidi, mentre 05.01.12* riguarda la fase acida liquida con oli. La scelta dipende da come si presenta il materiale allo scarico, non dall'unità che lo ha prodotto.

L'asterisco segnala una voce pericolosa priva di specchio non pericoloso. Non c'è da valutare se il rifiuto sia pericoloso o meno, la classificazione è già fissata in catalogo. Resta utile conoscere concentrazione dell'acido e tenore di oli per scegliere imballaggio, trasporto e impianto di destino. Sul piano documentale il codice viaggia con il flusso dei rifiuti pericolosi, quindi la registrazione con RENTRI va impostata fin dal primo conferimento. Un gestionale RENTRI che tenga allineati registro cronologico e formulari evita incongruenze tra quantità dichiarate e quantità avviate.

Raffineria di petrolio

La raffineria è il produttore naturale del codice 05.01.12*. L'unità di alchilazione usa acido solforico concentrato come catalizzatore per unire isobutano e olefine leggere; con il tempo l'acido si diluisce e si carica di oli solubili in acido, finché va sostituito. L'acido esausto che esce dal reattore è un liquido corrosivo con idrocarburi disciolti e in fase libera, ed è il rifiuto più rappresentativo della voce.

Altre fonti sono i lavaggi acidi dei distillati e le acque di rigenerazione di alcune sezioni di trattamento. Per una raffineria che scarica queste partite con regolarità, un software per RENTRI collegato alle pesate di stabilimento semplifica la compilazione delle movimentazioni.

Impianto di produzione di oli bianchi e paraffine

Gli oli bianchi tecnici e farmaceutici e alcune paraffine si ottengono ancora, in certi impianti, con trattamento acido: il distillato viene messo a contatto con acido solforico o oleum per rimuovere aromatici e composti instabili. Dopo la decantazione si separano una fase pesante catramosa e una fase acida liquida che trattiene oli non reagiti. La prima ricade tra i catrami acidi, la seconda è il codice 05.01.12*.

Distinguere le due frazioni allo scarico, invece di miscelarle, permette di indirizzarle a impianti diversi e di tenere pulita la gestione rifiuti con RENTRI, con quantità e descrizioni coerenti tra registro e formulario.

Impresa di manutenzione e pulizia industriale in raffineria

Le imprese che eseguono pulizia chimica di scambiatori, circuiti e fondi serbatoio all'interno di raffinerie lavorano spesso con soluzioni acide per rimuovere incrostazioni e depositi. Se il circuito trattato era a contatto con idrocarburi, la soluzione esausta esce carica di oli e rientra nel codice 05.01.12*, non tra i generici acidi di decapaggio.

Il punto delicato è stabilire nel contratto chi figura come produttore del rifiuto, la committente o l'appaltatore, perché da questo dipende chi apre la posizione e registra le movimentazioni. Un gestionale RENTRI che gestisca più unità locali e più siti di cantiere aiuta l'impresa a non perdere traccia delle partite prodotte fuori sede.

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