Cosa rientra nel codice EER 10.13.10, quando i rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto non contengono amianto e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 09
Il codice EER 10.13.10 identifica i rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto diversi da quelli della voce 10.13.09*, cioè privi di amianto. Sono scarti del ciclo produttivo di fibrocemento che non contengono fibre di amianto, per esempio le frazioni cementizie separate, le miscele di cemento e acqua prive di fibre, o i materiali di reparti non interessati dall’amianto.
In pratica vi rientrano gli scarti cementizi puri degli stabilimenti, i residui di cemento di reparti separati, i rifiuti da fibrocemento prodotto con fibre sostitutive non classificate, e i materiali delle bonifiche per cui le analisi dimostrano l’assenza di amianto. La dimostrazione dell’assenza richiede analisi accurate. La differenza tra i due codici sta nella fibra: se le analisi non trovano amianto, lo stesso cemento si gestisce come un normale rifiuto cementizio.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.13. È la gemella non pericolosa della 10.13.09*. La scelta tra le due richiede la caratterizzazione analitica con tecniche idonee, perché in presenza di dubbio si applica la voce pericolosa.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi specifiche, accompagnate da campionamenti rappresentativi. Per una bonifica o un produttore di fibrocemento, un gestionale RENTRI che registri a parte i materiali analizzati e risultati privi di amianto, con il referto allegato, aiuta a sostenere la classificazione non pericolosa.
Nelle operazioni di bonifica di un ex stabilimento, alcuni materiali risultano privi di amianto all’analisi. Questi rifiuti rientrano nella voce non pericolosa e seguono percorsi diversi.
I materiali si separano, si analizzano e si inviano a recupero come inerti o a discarica per rifiuti non pericolosi; l’assenza di amianto va dimostrata.
Con un software per RENTRI l’impresa che bonifica uno stabilimento registra i lotti analizzati e privi di amianto, con il referto del laboratorio, e li tiene distinti da quelli con fibre.
Dopo il divieto dell’amianto, alcuni produttori hanno realizzato fibrocementi con fibre sintetiche o cellulosiche. I loro scarti sono rifiuti cementizi non pericolosi.
Gli scarti si raccolgono in cassoni e si destinano a recupero come inerti o a smaltimento; la scheda tecnica dei prodotti attesta l’assenza di amianto.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di fibrocemento con fibre sostitutive di documentare ogni ritiro con la scheda tecnica del prodotto, che attesta l’assenza di amianto.
I laboratori accreditati eseguono analisi in microscopia per stabilire la presenza o l’assenza di fibre. Il risultato determina la voce da applicare.
Il campionamento è rappresentativo e documentato; i risultati accompagnano il rifiuto fino all’impianto di destinazione. Un referto che riporta il metodo analitico e il limite di rilevabilità rende più solida la classificazione anche a distanza di anni.
Un gestionale RENTRI aiuta il laboratorio di analisi a collegare ogni referto al campione e al produttore del rifiuto, in modo che il codice scelto sia sempre ricostruibile.