EER 10.13.10 cemento-amianto non pericoloso e RENTRI

10.13.10 · 2026-09-28 · 21:06:35

Codice EER 10.13.10

rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto non pericolosi e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.13.10 identifica i rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto in cui l'analisi esclude la presenza di amianto. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra con un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 09

Inquadramento

Il codice 10.13.10 è la voce a specchio non pericolosa di 10 13 09*, che riguarda i rifiuti della fabbricazione di cemento-amianto contenenti amianto. Qui rientrano i residui dello stesso processo produttivo per i quali la caratterizzazione analitica esclude la presenza di fibre di amianto, oppure la accerta sotto le soglie che fanno scattare la classificazione di pericolo. Il rifiuto resta legato alla sua origine: nasce dalla fabbricazione di manufatti in cemento-amianto, non da demolizioni o bonifiche, che hanno codici propri nel capitolo 17.

La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, dipende dal fatto che il cemento è un legante ottenuto per cottura e il sottogruppo 10 13 raccoglie gli scarti della produzione di cemento, calce, gesso e dei manufatti ricavati da questi materiali. Il cemento-amianto era, storicamente, uno di quei manufatti.

In Italia la produzione di cemento-amianto è cessata da decenni, quindi il codice ha oggi un impiego residuale: giacenze di materie prime mai lavorate, scarti cementizi di reparti separati dalla fase di aggiunta della fibra, campioni residui dopo analisi. La scelta tra 10 13 09* e 10 13 10 non può basarsi su una stima o sulla sola conoscenza del processo, serve un'analisi documentata da conservare insieme alla classificazione. Una volta attribuito il codice non pericoloso, il rifiuto segue le regole ordinarie e la tracciabilità passa dal registro cronologico e dal formulario, oggi compilati sempre più spesso con un software per RENTRI.

Stabilimento di fibrocemento con storico di produzione in cemento-amianto

Gli impianti che producevano lastre e tubi in cemento-amianto e sono poi passati a fibre sostitutive conservano spesso reparti, silos e attrezzature della vecchia linea. Durante gli interventi di manutenzione o di riorganizzazione dei magazzini emergono lotti di cemento, sabbia macinata e impasti induriti che appartenevano alla preparazione a monte dell'aggiunta della fibra.

Se il campionamento e l'analisi in laboratorio escludono l'amianto, il materiale prende il codice 10.13.10. Il produttore deve conservare il rapporto di prova e collegarlo alla registrazione del movimento. Con un gestionale RENTRI la classificazione, il riferimento all'analisi e il formulario restano legati allo stesso lotto, e l'operatore evita di riclassificare a mano ogni partita simile.

Impresa specializzata nella dismissione di ex stabilimenti di cemento-amianto

Lo svuotamento di uno stabilimento dismesso non riguarda solo le strutture edilizie, che generano rifiuti del capitolo 17. Nei capannoni restano materie prime in sacchi, additivi, impasti cementizi solidificati nelle vasche e scarti di produzione mai smaltiti. Questi materiali derivano dal ciclo di fabbricazione e mantengono la classificazione del capitolo 10.

L'impresa che li avvia a recupero o smaltimento deve separarli fisicamente dai materiali con presenza di amianto e caratterizzarli con analisi mirate. Solo il risultato negativo consente l'uso del codice 10.13.10; in caso contrario si applica 10 13 09*. La gestione rifiuti con RENTRI aiuta a tenere distinti i due flussi, con registrazioni e formulari separati per ogni deposito temporaneo.

Laboratorio di analisi ambientali

I laboratori che eseguono la ricerca di amianto su campioni provenienti da ex cicli produttivi di cemento-amianto trattano quantità piccole ma frequenti di materiale. Dopo la prova, la porzione di campione non consumata e le aliquote di riserva scadute diventano rifiuto e mantengono la classificazione legata all'origine del materiale, non all'attività di laboratorio.

Per i campioni in cui la microscopia o la diffrattometria non hanno rilevato fibre, il residuo si classifica come 10.13.10. Il laboratorio raccoglie questi scarti in contenitori dedicati, li registra nel registro cronologico e li affida a un trasportatore autorizzato con formulario. Un software per RENTRI permette di collegare ogni conferimento al rapporto di prova che giustifica la voce non pericolosa.

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