Codice EER 10.13.06: polveri da cemento, calce e gesso

10.13.06 · 2026-09-28 · 21:02:28

Codice EER 10.13.06

polveri e particolato da cemento, calce e gesso, gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.13.06 raccoglie le polveri e il particolato della fabbricazione di cemento, calce e gesso, escluse le polveri del trattamento fumi. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

polveri e particolato (eccetto quelli delle voci 10 13 12 e 10 13 13)

Inquadramento

Il codice EER 10.13.06 identifica le polveri e il particolato che si formano nella fabbricazione di cemento, calce e gesso e dei manufatti ottenuti da questi materiali. La voce sta nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti dei processi termici, perché la produzione di clinker, calce viva e gesso cotto passa da forni ad alta temperatura, e tutto il ciclo che ruota intorno al forno, dalla macinazione delle materie prime allo stoccaggio del prodotto finito, genera materiale fine che va raccolto.

La descrizione ufficiale esclude in modo esplicito le voci 10 13 12 e 10 13 13, che riguardano i rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi. In pratica il 10.13.06 copre le polveri catturate fuori dalla linea fumi: quelle dei filtri a maniche su mulini, silos, nastri e insaccatrici, quelle spazzate o aspirate dai pavimenti dei reparti, quelle che si accumulano nei sistemi di trasporto pneumatico. Se il materiale proviene dal depolveratore a valle del forno, la classificazione va cercata nelle due voci dedicate.

Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. Resta opportuno verificare la classificazione con analisi, perché polveri di cemento e calce sono alcaline e possono contenere tracce di cromo esavalente; la caratterizzazione serve a confermare che la voce non pericolosa sia quella corretta. Per i soggetti tenuti all'iscrizione, la tracciabilità passa dal RENTRI, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati registro cronologico, formulari e quantità movimentate.

Cementificio

Nel cementificio il 10.13.06 nasce in più punti della linea. I mulini che macinano calcare, argilla e correttivi lavorano in circuito chiuso con filtri a maniche, e la polvere raccolta che non viene reimmessa nel processo diventa rifiuto. Lo stesso accade sui silos di farina cruda, sui silos di cemento finito e sugli impianti di insaccamento, dove ogni sfiato è presidiato da un depolveratore.

Si aggiungono le polveri raccolte con spazzatrici e aspiratori industriali durante le pulizie di reparto. Restano fuori le polveri del filtro principale del forno, che seguono le voci 10 13 12 o 10 13 13. Con un software per RENTRI il cementificio registra le partite per punto di prelievo e tiene distinti i flussi, evitando che la polvere di mulino finisca sotto il codice sbagliato.

Impianto di produzione della calce

Il forno da calce trasforma il calcare in calce viva, che poi viene macinata, idratata e classificata. La calce viva è friabile e fortemente polverulenta: la movimentazione con elevatori a tazze, coclee e trasporti pneumatici solleva particolato che i filtri locali catturano. Anche l'idratatore e il mulino della calce idrata producono fini che non sempre rientrano nelle specifiche commerciali.

Quando questo materiale non può tornare in produzione, per contaminazione o per accumulo oltre la capacità di stoccaggio, viene avviato a recupero o smaltimento come 10.13.06. Vale la stessa esclusione: le polveri del trattamento fumi del forno hanno voci proprie. La gestione rifiuti con RENTRI richiede di annotare in modo corretto quantità e destinazione di ciascun carico.

Stabilimento di manufatti in gesso

Chi produce lastre di cartongesso, blocchi o premiscelati parte dal gesso cotto e lo lavora in ambienti chiusi con aspirazione localizzata. La macinazione del gesso, la miscelazione con additivi e il taglio delle lastre a misura generano polvere di solfato di calcio che finisce nei filtri e nei cicloni. Si aggiungono gli sfridi polverulenti della rettifica dei bordi e le pulizie delle tramogge.

Il residuo è in gran parte gesso, ma la presenza di cartone, amido e fibre lo rende poco adatto al reimpiego diretto in linea. Lo stabilimento lo raccoglie in big bag o cassoni chiusi per limitare la dispersione e lo classifica come 10.13.06. Un gestionale RENTRI collega il deposito temporaneo ai movimenti annotati nel registro cronologico.

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