Cosa rientra nel codice EER 10.13.04, cosa sono i rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce
Il codice EER 10.13.04 identifica i rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce. La calce si ottiene cuocendo il calcare nei forni, e si idrata aggiungendo acqua per ottenere calce spenta: in queste fasi si formano residui, come il calcare non cotto, la calce stracotta e i grumi di idratazione.
In pratica vi rientrano il calcare incotto e le pietre non decarbonatate, la calce troppo cotta, che reagisce lentamente, i residui di vagliatura, le scorie dei forni, gli scarti dei sistemi di idratazione e i grumi di calce non idratata. Sono materiali alcalini, a base di carbonato e di idrossido di calcio. La calce stracotta e il calcare incotto non rispondono alle specifiche commerciali, ma restano materiali utili in altri campi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.13. Non va confusa con i rifiuti di calce da costruzione, del capitolo 17, né con i fanghi di calce delle neutralizzazioni, che hanno altre voci.
Il codice non porta asterisco, ma la sua alcalinità va tenuta in conto nella movimentazione e nel contatto con l’acqua. Per un produttore di calce, un software per RENTRI che registri i residui di calcinazione per destinazione aiuta a seguire le quote vendute come correttivo e quelle smaltite.
Nei forni a calce si ottengono, accanto alla calce viva, calcare incotto e calce stracotta, che vengono separati dalla vagliatura. Gli idratatori producono grumi non reagiti che si scartano.
Gli scarti si raccolgono in cassoni e si riutilizzano come correttivi di acidità dei terreni o come inerte; il resto si smaltisce.
Con un gestionale RENTRI il produttore registra le uscite di scarti per forno e per periodo, e le collega ai quantitativi di calce prodotti.
Alcuni cementifici e industrie producono calce in proprio per i propri processi. I residui di cottura e di idratazione si riutilizzano internamente o si cedono a terzi. La calce viva si ottiene cuocendo il calcare, e la qualità dipende dalla temperatura e dal tempo.
Il materiale si stocca in aree coperte e si destina a recupero; la verifica della qualità è condizione per la cessione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al cementificio di collegare i residui di cottura ai forni che li generano.
La calce di recupero può servire per correggere terreni acidi o stabilizzare fanghi. L’uso richiede una verifica della qualità e il rispetto delle regole sui rifiuti. La calce di recupero si impiega anche per stabilizzare i fanghi di depurazione, con un effetto igienizzante.
Il materiale si accetta dopo controllo documentale e analisi; la tracciabilità dall’origine al terreno è parte essenziale.
Un software per RENTRI aiuta l’azienda agricola a documentare l’origine e le analisi della calce di recupero.