10.12.13 · 2026-09-28 · 20:58:27
Il codice EER 10.12.13 identifica i fanghi che escono dall'impianto interno di depurazione delle acque in ceramiche, fornaci e produttori di materiali da costruzione. Cosa contiene, chi lo produce e come tenerlo in ordine nella gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti
Il codice 10.12.13 sta nel capitolo 10 dell'elenco europeo dei rifiuti, dedicato ai rifiuti dei processi termici, e nel sottogruppo 10.12, che raccoglie gli scarti della fabbricazione di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione. La voce non riguarda il forno in senso stretto ma le acque di processo: lavaggi di linee e smalterie, spurghi degli impianti di macinazione a umido, acque di taglio e rettifica dei pezzi cotti.
Questi effluenti vengono trattati dentro lo stabilimento, in genere con sedimentazione, flocculazione e disidratazione su filtropressa. Il residuo solido che resta a fine trattamento è il fango classificato con il 10.12.13. La dizione "in loco" è il punto chiave: il codice si applica solo se il trattamento avviene presso il produttore. Se le acque partono per un depuratore esterno, il fango sarà un rifiuto di quell'impianto e avrà un altro codice.
Il 10.12.13 è una voce non pericolosa e non ha una voce specchio con asterisco. Nel sottogruppo esistono invece codici pericolosi per i rifiuti da smaltatura contenenti metalli pesanti e per i residui solidi del trattamento fumi, quindi il produttore deve tenere separati i flussi e attribuire il codice sulla base dell'origine reale del fango.
In molte aziende ceramiche questi fanghi rientrano nell'impasto come materia prima seconda. Quando invece vengono avviati a recupero o smaltimento esterno, il codice va riportato con coerenza nel registro cronologico e nei formulari, anche tramite un software per RENTRI che tenga allineate quantità e destinazioni.
Uno stabilimento di piastrelle lavora quasi tutto a umido nella prima parte del ciclo. Le argille e i feldspati vengono macinati in mulini con acqua, la barbottina passa all'atomizzatore, poi le linee di smaltatura usano acqua per preparare gli smalti e per lavare cabine, dischi e campane a ogni cambio di prodotto. A fine linea la rettifica e la squadratura dei pezzi cotti generano altre acque cariche di polvere ceramica.
Tutti questi reflui finiscono nell'impianto interno di chiarificazione. Il fango disidratato che esce dalla filtropressa è il 10.12.13. Spesso viene reintrodotto nell'impasto; la quota che non torna in ciclo viene registrata e avviata a destino, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere separati i quantitativi recuperati internamente da quelli conferiti fuori.
Una fornace che produce mattoni, blocchi e tegole usa meno acqua di una ceramica da rivestimento, ma non ne è priva. L'acqua entra nella preparazione dell'argilla, nel lavaggio degli estrusori e delle mattoniere, nella bagnatura dei nastri e nel lavaggio dei piazzali dove si accumula polvere di argilla e frammenti di cotto.
Quando la fornace dispone di un impianto di sedimentazione proprio, anche una semplice vasca di decantazione con rimozione periodica del deposito, il materiale raccolto è un fango da trattamento in loco degli effluenti e prende il codice 10.12.13. In questi impianti il flusso è discontinuo e viene spesso sottovalutato. La gestione rifiuti con RENTRI richiede però che ogni svuotamento della vasca sia registrato con data e peso coerenti, così da non lasciare buchi tra registro e formulari.
La produzione di sanitari, lavabi, piatti e articoli in porcellana lavora con impasti liquidi colati in stampi di gesso o in stampi a pressione. Gli scarti di barbottina, i lavaggi degli stampi, la rifinitura dei pezzi crudi con spugne e acqua e la smaltatura a spruzzo producono acque con alto carico di solidi sospesi, tra cui caolino, quarzo e componenti degli smalti.
Il trattamento avviene in reparto o in un impianto centralizzato dello stabilimento, con flocculanti e disidratazione. Il fango risultante è il 10.12.13. Attenzione alla separazione dai residui di smaltatura contenenti metalli pesanti, che hanno codice pericoloso: mescolare i flussi rende il fango non più classificabile come 10.12.13. Un software per RENTRI con anagrafica dei rifiuti già impostata riduce gli errori di codifica al momento della registrazione.