EER 10.12.06 stampi di scarto: gestione con RENTRI

10.12.06 · 2026-09-28 · 20:50:34

Codice EER 10.12.06

cosa comprende e come gestirlo con il RENTRI

Il codice EER 10.12.06 copre gli stampi di scarto della produzione ceramica, dei laterizi e delle piastrelle. Vediamo cosa rientra nella voce, chi lo produce e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

stampi di scarto

Inquadramento

Il codice EER 10.12.06 identifica gli stampi di scarto generati nella fabbricazione di prodotti ceramici, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione. Si tratta delle forme e delle matrici che hanno esaurito la vita utile: stampi in gesso per il colaggio di sanitari e stoviglie, tamponi e punzoni per la pressatura delle piastrelle, filiere e bocche di trafila per i laterizi, forme in resina o in metallo usate per dare la sagoma all'impasto crudo.

La collocazione nel capitolo 10 dipende dal processo, non dal materiale dello stampo. Il capitolo raccoglie i rifiuti dei processi termici e il sottogruppo 10 12 copre le lavorazioni in cui argilla e impasti ceramici vengono formati e poi cotti. Lo stampo in genere non passa in forno, ma appartiene alla stessa linea produttiva e per questo il catalogo lo tiene qui, separato dai rifiuti di ceramica cotta (10.12.08) e dagli scarti crudi non sottoposti a trattamento termico (10.12.01).

Il codice non è pericoloso, quindi non porta l'asterisco. Resta comunque un rifiuto speciale da produzione, che il produttore deve classificare in modo corretto e tracciare. Chi tiene i registri con un gestionale RENTRI trova in questa voce un movimento ricorrente, perché il ricambio degli stampi, soprattutto quelli in gesso, è frequente e i quantitativi annui possono diventare consistenti.

Produzione di ceramica sanitaria e stoviglie

Nella ceramica sanitaria e nella produzione di stoviglie il colaggio in stampi di gesso è ancora la tecnica più diffusa. Lo stampo assorbe l'acqua della barbottina e forma la parete del pezzo, ma ogni ciclo lo consuma: dopo qualche decina o al massimo un centinaio di colate perde porosità, si sfalda ai bordi e non garantisce più le tolleranze dimensionali. A quel punto viene sostituito.

Il gesso esausto, impregnato di residui di impasto, esce dallo stabilimento come 10.12.06. Gli stabilimenti che usano colaggio in pressione producono anche stampi in resina porosa a fine vita, che ricadono nello stesso codice. Per un'azienda che smaltisce gesso ogni settimana, la gestione rifiuti con RENTRI passa da questa voce con regolarità.

Fabbrica di piastrelle ceramiche

La pressatura a secco delle piastrelle usa stampi composti da matrice, tamponi e punzoni, spesso con rivestimenti in gomma o resina per le versioni isostatiche. L'abrasione della polvere atomizzata e le migliaia di battute giornaliere consumano le superfici di contatto; quando compaiono difetti di planarità o sbavature sui bordi, il set viene ritirato dalla pressa.

A generare scarti contribuiscono anche i cambi formato: uno stampo per un calibro dismesso non ha più impiego e viene avviato a smaltimento o recupero. Il rifiuto è un misto di acciaio, gomma e resina, classificato come 10.12.06 in quanto stampo della linea ceramica. Un software per RENTRI aiuta a registrare carichi e scarichi di questi lotti senza sovrapporli ai rottami metallici di officina.

Fornace di laterizi

Le fornaci di mattoni, blocchi e tegole formano l'argilla per trafilatura, facendola passare attraverso filiere e bocche che ne definiscono la sezione. L'argilla è abrasiva e le filiere si consumano rapidamente, anche in presenza di inserti antiusura; la sostituzione è programmata e produce con continuità pezzi fuori uso. Le tegole pressate aggiungono stampi in gesso o in acciaio che seguono la stessa sorte.

Tutte queste forme, quando escono dal ciclo, rientrano nel codice EER 10.12.06. In una fornace di medie dimensioni i quantitativi sono inferiori rispetto a una fabbrica di sanitari, ma la voce compare comunque nel registro. Chi organizza la gestione rifiuti con RENTRI ha interesse a tenere separati questi stampi dagli scarti di cotto (10.12.08), che seguono destinazioni di recupero diverse.

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